Possibili aumenti della benzina per i contribuenti delle Regioni che hanno dichiarato lo Stato d'emergenza dopo le nevicate di febbraio. La commissione Affari costituzionali del Senato, infatti, ha ripristinato la cosiddetta «tassa sulle disgrazie», tolta due settimane fa dalla Camera. Ora la parola passa all'aula che domani voterà il decreto semplificazioni, in cui è inserita la norma. La maggiore novità riguarda invece la liberalizzazione del cosiddetto «ultimo miglio» nelle telecomunicazioni, con i gruppi parlamentari che hanno imposto al governo una norma più incisiva, che interviene in un mercato che vale circa 230 milioni di Euro. L'esecutivo invece riesce a respingere le richieste di ripristinare la legge che assegna ai giovani ricercatori dei fondi con criteri meritocratici, norma eliminata dal decreto e che provoca una spaccatura nel Pd. Torna la tassa sulle disgrazie, rischio aumento benzina La «tassa sulle disgrazie», era stata cancellata dalla Camera e in Senato la commissione Bilancio ha posto un problema di copertura finanziaria del decreto. La norma, voluta un anno fa da Tremonti, stabilisce che il Fondo della protezione civile per le calamità naturali sia finanziato attraverso l'aumento automatico dell'accise regionale sulla benzina ogni volta che si usano risorse del Fondo stesso. Come è appunto avvenuto in occasione delle eccezionali nevicate di febbraio. Curiosamente la tassa è stata ripristinata in Senato con un emendamento bipartisan mentre alla Camera il Pd aveva minacciato di non votare il decreto dopo che il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo aveva chiesto di evitare la cancellazione. Il governo ha invece dovuto cedere ai gruppi parlamentari sulla norma che liberalizza il cosiddetto «ultimo miglio» nella telefonia fissa. L'Esecutivo aveva infatti presentato un emendamento che ammorbidiva la liberalizzazione inserita nel decreto alla Camera: dopo una notte di trattative il governo ha presentato un nuovo testo che attribuisce all'Agcom il compito di «individuare» entro 120 giorni, «le misure idonee a assicurare» la liberalizzazione, e stabilisce in modo esplicito che le aziende che affittano da Telecom il cavo dell'ultimo miglio, possano rivolgersi ad aziende terze e non alla stessa Telecom per una serie di servizi quali l'attivazione e la manutenzione. Si è invece basata sulla spaccatura del Pd la vittoria del Governo sulla norma riguardante l'assegnazione con metodi meritocratici di fondi per 82 milioni a ricercatori under 40. La norma proposta nel 2007 da Rita Levi Montalcini e Ignazio Marino è stata cancellata dal decreto, e l'emendamento degli stessi Marino e Montalcini che ripristinava la loro legge è stato appoggiato solo da una senatrice del Pd, Marilena Adamo. Il Pdl ha votato a favore, ma visto le assenze nel partito di Agnelino Alfano, l'emendamento non è passato. Il ministro Francesco Profumo ha però promesso una imminente legge che ripristinerà dei criteri meritocratici: «hanno vinto i baroni e la burocrazia» ha invece tuonato Marino.
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