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Il freddo fa strage in Ucraina

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La neve e il gelo assediano ormai l'intera Europa centrorientale e i Balcani, dove i morti assiderati sono più di 200, in massima parte senzatetto e persone residenti in case scarsamente riscaldate. Dall'Ucraina alla Polonia, dalla Romania alla Bulgaria e alla Serbia l'emergenza si fa di giorno in giorno più pesante e le conseguenze più drammatiche. Al freddo artico, con temperature che in molti casi toccano punte record oltre i -30, si sono aggiunte oggi nuove estese e abbondanti nevicate che hanno complicato ulteriormente la situazione di numerose località isolate da giorni e raggiungibili solo in elicottero. Il Paese maggiormente colpito finora dall'eccezionale ondata di gelo è sicuramente l'Ucraina, dove negli ultimi sette giorni 101 persone sono morte assiderate, 38 delle quali soltanto nelle ultime 24 ore. In più della metà dei casi si trattava di senzatetto. Con il termometro che ha fatto registrare punte record fino a -33 gradi la scorsa notte, il governo di Kiev per far fronte all'emergenza ha allestito quasi tremila tende riscaldate per offrire ricovero e cibi caldi ai tanti senzatetto e alle persone più bisognose. Altre migliaia di persone hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici per principi di assideramento e fratture. Quasi tutte le scuole sono chiuse. L'emergenza-gelo imperversa con particolare durezza anche in Polonia, dove nelle ultime ore altre otto persone sono morte per ipotermia. Il bilancio delle vittime sale così a 37 nell'ultima settimana e a 75 dallo scorso novembre. Anche in Polonia le vittime sono in gran parte persone senza fissa dimora o sotto l'effetto dell'alcol, che cadono e non riescono più a rialzarsi restando così a lungo preda del gelo. A Jablonka, nel sud del Paese, la notte scorsa sono stati registrati -36 gradi. In gran parte delle città le scuole sono chiuse. Il gelo colpisce duro anche in Russia, un Paese abituato a prolungate condizioni di gran freddo e temperature siberiane. Come hanno reso noto ieri le autorità a Mosca, sono almeno 64 le persone morte assiderate nel solo mese di gennaio in 50 delle 83 entità territoriali di cui si compone l'immenso Paese. In tutta la Serbia al gelo si è aggiunta da ieri sera l'emergenza neve. Quasi ovunque ha ripreso infatti a nevicare con insistenza, e sono ora 23 le località per le quali le autorità hanno decretato lo stato di emergenza. Si tratta di villaggi e Paesi rimasti da giorni completamente isolati dal mondo esterno per l'impraticabilità delle strade, e che possono essere raggiunti solo con gli elicotteri. La neve è caduta in abbondanza anche a Belgrado, dove la circolazione ha subito gravi contraccolpi. Resta molto difficile la situazione in Bulgaria, dove è salito a 12 il numero delle vittime morte assiderate. Forti nevicate rendono estremamente difficile la circolazione in buona parte della rete stradale del paese, dove il Danubio è ghiacciato per il 60%. Nuovi decessi si sono registrati nelle ultime ore nella vicina Romania, portando a 24 il bilancio complessivo dei morti nell'ultima settimana. Tante le località isolate, con le scuole quasi tutte chiuse. Il gelo e forti nevicate non hanno risparmiato Montenegro e Bosnia, dove le temperature sono scese fino a -16 gradi. In Croazia a essere colpite sono state oggi sopratutto l'Istria e la costa dalmata, con Spalato in grave difficoltà per una violenta tempesta di neve che ha causato il collasso della circolazione. L'ondata di gelo e le nevicate interessano anche, pur con conseguenze meno tragiche in termini di vittime, parte dell'Europa occidentale, a cominciare da Germania dove in alcune località il termometro è sceso a meno 20 e nei prosismi giorni è previsto un elteriore calo delle temperature. In Francia 35 dipartimenti rimangono sotto sorveglianza speciale. Il freddo accompagnato da venti glaciali dovrebbe durare per 6 giorni.

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