Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Dogliani (Cuneo) per commemorare Luigi Einaudi a 50 anni della scomparsa, ha smentito di aver suggerito - anche se indirettamente - la creazione di un "governo di tregua". Il capo dello Stato ha così sconfessato le interpretazioni secondo le quali un suo recente richiamo al governo guidato da Pella nel 1953 fu un invito ad un esecutivo simile da fare ora. DISTACCO CON LA STORIA "Qualche giorno fa una occasionale reminiscenza storica al governo del 1953, costituito da Pella su invito di Einaudi, è bastata ad indurre alcuni solerti commentatori ad immaginare scenari di attualità", ha detto prendendo la parola nel corso delle celebrazioni. "Spero che si giungerà", ha aggiunto, "Spero che si giungerà ad un po' di distacco per lo meno nel commentare i fatti storici". Napolitano ha comunque sottolineato la profondità del dibattito politico di cui Einaudi era protagonista, da ministro delle Finanze e anche da Presidente della Repubblica. "C'è bisogno di questi nutrimenti per portare la politica e la dialettica politica e istituzionale ai livelli di nobiltà e dignità che ad essa spettano". L'EREDITÀ DI EINAUDI La prima tappa del capo dello Stato nella visita odierna è al cimitero monumentale per rendere omaggio a Einaudi, che vi è sepolto nella tomba di famiglia. Napolitano si recherà poi in municipio dove sarà ricevuto dal sindaco, Nicola Chionetti, e dove il professor Angelo Maria Petroni ricorderà la figura dello statista scomparso. Il Comune di Dogliani ha recentemente inaugurato un museo nel quale ospita la mostra "L'eredità di Einaudi", che dal Quirinale è giunta a Dogliani dopo le tappe di Milano, Napoli e Torino. La tre giorni di Napolitano in Piemonte e Valle d'Aosta si concluderà nella tarda mattinata di oggi in forma privata con la visita a Villa San Giacomo, dimora della famiglia Einaudi.
"Mai suggerito governi di tregua"
