Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Scontri e molotov Londra brucia

default_image

  • a
  • a
  • a

Lacapitale del melting-pot si è rotta. Londra, città multietnica per eccellenza ha vissuto una notte di guerriglia nel quartiere di Tottenham. Bilancio pesante: ventinove feriti e 42 arresti. Le violenze sono scoppiate durante una protesta contro la polizia per la morte di Mark Duggan, un ragazzo di colore di 29 anni, padre di quattro figli, ucciso giovedì scorso da un poliziotto durante un tentativo di arresto. Il quartiere londinese di Tottenham è stato messo a ferro e fuoco. Gli incidenti sono proseguiti anche in mattinata, provocati da «un piccolo numero di persone», secondo la polizia. Un portavoce di Downing Street ha bollato come «profondamente inaccettabili» gli scontri, i più violenti a Tottenham degli ultimi anni. Le forze dell'ordine sono state prese di mira con bombe molotov e hanno faticato per riprendere il controllo della strada principale, Tottenham High Road. Al grido di «giustizia, giustizia» centinaia di persone si sono radunate davanti alla stazione di polizia del quartiere di Tottenham, dove giovedi scorso il ventinovenne Mark Duggan è stato raggiunto da un proiettile nel corso di un'operazione di una squadra speciale anti-crimine della Metropolitan Police. L'uomo, un cittadino britannico di colore, a quanto sembra doveva essere arrestato ed aveva preso un taxi nel tentativo di sfuggire alla cattura. L'auto è stata intercettata e ne è nato un conflitto a fuoco. Secondo la polizia, un proiettile era stato infatti trovato nella radio della vettura dove si trovava l'agente che ha esploso il colpo letale. La protesta sembra sia stata organizzata dai familiari della vittima, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni. Mark Duggan era padre di quattro figli e viveva nel quartiere. Una vicina che lo conosceva, secondo i «media» britannici, ha detto che la sua fedina penale poteva essere non immacolata ma che era un non violento che non avrebbe fatto male a una mosca. I facinorosi hanno iniziato a distruggere le auto della polizia, poi hanno continuato lungo tutta la strada danneggiando le auto in sosta e lanciando molotov contro di esse e un autobus a due piani. A fare le spese della violenza anche i negozi di Tottenham Court Road che sono stati saccheggiati. Le immagini, riprese dai telefonini, sono finite su Youtube e altri teppisti sono confluiti da altri quartieri di Londra per rubare nei negozi. La famiglia della vittima si è poi dissociata dalle violenze. «Non giustifichiamo quanto è accaduto in nessun modo. So che c'è gente là fuori molto arrabbiata ma quello che voglio dire è: per favore provate a stare calmi», ha detto ai microfoni di «Sky News» Shaun Hall, fratello di Mark Duggan, il 29enne rimasto ucciso in seguito a uno scontro a fuoco con la polizia. Detto questo, Hall ha espresso delle riserve sulla versione ufficiale dell'incidente. «Per piacere, non fissiamoci sulla vita di mio fratello: era una brava persona. E siamo devastati a causa della sua scomparsa». Hall ha poi definito una «totale fesseria» l'ipotesi che Mark abbia aperto il fuoco contro gli agenti. Gli scontri di Tottenham tra forze dell'ordine e cittadini fanno comunque parte di un'ormai frequente tradizione della capitale britannica. Il percorso che ha portato Londra ad essere quella città accogliente e tollerante, che vede la sua diversità come una risorsa, negli ultimi tempi ha dovuto fare i conti con i conflitti etnici. Infatti alla base degli scontri, si ritrova spesso la medesima ricetta: il difficile rapporto fra polizia e le comunità di immigrati. Il quartiere degli «spurs», una delle squadre di calcio più blasonate delle premier league, ricca di tradizione ancor più che di trofei, e allo stesso tempo figura fra le aree più depresse non solo della capitale, ma dell'intera Gran Bretagna. Così fu anche per la guerriglia scatenatasi nel 1985, sempre nel quartiere di Tottenham. A far scattare la scintilla fu la morte di Cynthia Jarrett, madre 49enne del giovane Floyd Jarrett, avvenuta durante la perquisizione di casa sua avvenuta dopo l'arresto del figlio. I Jarrett facevano parte della comunità caraibica del quartiere. Il giorno successivo gli abitanti si ribellarono e durante gli scontri l'agente Keith Blakelock venne ucciso a colpi di machete. I tumulti hanno provocato la dura condanna del primo ministro britannico, il conservatore David Cameron: «Le sommosse della notte a Tottenham sono state assolutamente inaccettabili. Non esiste la minima giustificazione per le aggressioni che la polizia, e la stessa popolazione, hanno dovuto affrontare né per il danneggiamento delle proprietà».

Dai blog