Un affondo durissimo, un'appello all'equilibrio e una richiesta di bilanciamento dopo l'offensiva mediatica del premier Silvio Berlusconi. A quasi un giorno di distanza dalla raffica di interviste del Cavaliere, il presidente della Rai Paolo Garimberti ha scelto di non usare giri di parole, condannando i "comizi" di ieri, invocando un riequilibrio e contestando l'operato di alcuni giornalisti del servizio pubblico. "COMPENSARE LO SQUILIBRIO" "Un conto è dare una notizia - ha attaccato Garimberti - e il primo commento del presidente del Consiglio ai risultati delle amministrative certamente lo era. Altro discorso è consentire che questa notizia diventi poi una sorta di comizio, per giunta senza un'adeguata compensazione con opinioni di altri candidati. Questo - ed è ben noto - nessun giornalista dovrebbe mai permetterlo, meno che mai i giornalisti del servizio pubblico". Segue la richiesta del presidente di viale Mazzini: "È necessario che la Rai riequilibri tempestivamente dando spazio" agli altri "candidati o leader di partiti diversi". OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO A scendere in campo dopo l'attivismo mediatico del leader del Pdl è anche l'Agcom, l'Autotità garante delle comunicazioni, che si riunirà lunedì per "valutare ai fini della par condicio le interviste" del Cavaliere. E d'altre parte è da ieri sera che l'opposizione invoca un riequilibrio. Lo hanno fatto anche oggi l'Udc, il Pd e l'Idv, denunciando gli "abusi" di Berlusconi. Anche nel cda le opinioni sull'intervento del premier sono discordanti. Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, si è appellato al "direttore generale Lorenza Lei, l'unica figura che può far rispettare le regole così volgarmente e spudoratamente aggirate dal centrodestra". Ma Antonio Verro ha ribattuto: "Non è da una singola intervista che si giudica la par condicio dei telegiornali del servizio pubblico. Tuttavia uomini di partito e altri consiglieri di amministrazione hanno rilasciato dichiarazioni precipitose a seguito dell'intervista a Berlusconi, basate esclusivamente su pregiudizi politici".
La Rai: riequilibrare i comizi tv

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