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Silvio: "Gianfranco dittatore Minacciano i moderati"

Silvio Berlusconi

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Sereno, convinto che i numeri sono dalla sua parte. Certo di avere martedì la fiducia. Ma non gli basta, pensa al dopo. Silvio Berlusconi non vuole uno o due voti di maggioranza, punta a sette, otto, dieci in modo da presentarsi più forte (o forse sarebbe meglio dire meno debole) alla trattativa che inevitabilmente si aprirà da mercoledì. È un sabato che sembra di campagna elettorale quello del Cavaliere. In mattinata diffonde un audiomessaggio ai Promotori della Libertà in cui definisce «pifferai» quelli del terzo polo. Si dice «stupito ma non preoccupato» dall'inchiesta aperta sulla presunta compravendita di parlamentari. E si augura che ancora qualche finiano, all'ultima ora, decida di non votare la sfiducia. Per questo accoglie positivamente la lettera di Augello e Moffa. Va in giro per il centro di Milano, passa vicino piazza Duomo e si ferma per un aperitivo con i ministri milanesi. E qui si sfoga al chiuso, dentro quattro mura: «Alcuni finiani non se la sentono di votare la sfiducia. Me lo avevano assicurato, me lo hanno ripetuto in queste ore. Ma sono minacciati. Anche pesantemente. Bocchino, Briguglio e Granata sono stati durissimi, hanno loro in mano quel partito». Se la prende con Fli: «È una caserma. Quelli che ci stanno dentro se ne sono andati dal Pdl dicendo che da noi non si poteva discutere. Ma guardate che cosa capita a chi si permette di dissentire. Come minimo lo buttano fuori e gli danno del venduto. E poi dicono che sono io che faccio compravendita. La verità è che Fini è un dittatore. Anche dentro An non ha mai consentito che qualcuno dicesse qualcosa di diverso da lui. E poi dicono che sono io il dittatore». La Russa gli chiede aggiornamenti sui numeri alla Camera. Ma Berlusconi rimane abbottonato. Non parla con nessuno. Ormai ha avocato a sé tutto. Si attornia di pochi fedelissimi. In giro con lui ci sono la deputata Mariarosaria Rossi, l'europarlamentare Licia Ronzulli e la ministra Michela Brambilla. Almeno davanti ad altri è avaro di informazioni sulle trattative. Parla con Augello, con i finiani. In pubblico, a sera, sembra scettico come se qualcosa possa accadere: «Bocchino, Briguglio, Granata, Barbareschi - elenca il premier - non sembrano capaci di posizioni meno intransigenti. Non so quanto ascolto potranno avere da loro i moderati. Mi auguro che l'abbiano, ma non ritengo che questo possa accadere». Il pressing tuttavia non è finito. Avverte che «quanti voteranno la sfiducia potranno in futuro allearsi solo con la sinistra». «Credo che saranno in molti ad interrogarsi al momento del voto. La sfiducia sarebbe un viaggio senza destinazione perché chi l'avrà votata non potrà più allearsi con noi, e potrà farlo solo con la sinistra se il 14 dicembre aggiungerà il proprio voto a quelli di Pd e Idv». E infine sentenzia che quelli che votano la sfiducia «sono già a sinistra. Non vedo quale futuro potranno avere in una prossima campagna elettorale se non quello di un listone con tutta la sinistra per contrapporsi a quelli che di sinistra non sono». Anche per Fli si preparerà poi l'assalto finale. quando i futuristi avranno votato contro il governo saranno formalmente all'opposizione. Le loro presenze in tv, finora conteggiate con la maggioranza (per la gioia delle trasmissioni di sinistra che hanno invitato sempre i finiani in contrapposizione con quelli del Pdl) ora saranno nella quota che il centrosinistra si spartirà con Pd, Idv, Sel e Udc. Già, l'Udc. Sempre che resti con la sinistra. A Saverio Romano Silvio ha delegato di contattare altri centristi incerti e indecisi. Anche Pionati si dà da fare e fa sapere, più tardi, che la sua Alleanza di centro sarà premiata. Si conta anche su alcuni del Pd che avevano riservatamente fatto sapere che si sarebbero dati malati al momento del voto. E non è finita. Spera, Berlusconi, di poter ancora chiudere un'intesa con i Radicali che infatti non hanno ancora detto esplicitamente che faranno martedì.

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