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"Vogliono che ci scappi il morto"

Carabinieri alla discarica di Terzigno

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«Basta o gli interventi saranno duri». Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non usa mezzi termini per descrivere la sua indignazione rispetto ai continui attacchi subiti dalle pattuglie della polizia nella zona di Terzigno, il paese del vesuviano in rivolta contro l'apertura di una seconda discarica di rifiuti. La situazione «non è più accettabile», si sfoga Maroni, che poi aggiunge: «Io credo che questi gruppi di violenti non abbiano nulla a che fare con le proteste; vogliono strumentalizzare, creare incidenti, disordini, farci scappare il morto e che non vanno scambiati con i cittadini che scendono in piazza perché non vogliono la discarica e che non sono camorristi, come qualcuno ha detto». Parole dure quelle del ministro, suscitate dopo l'ennesima aggressione avvenuta alle 2,40 di ieri notte a Boscoreale quando due pattuglie della polizia sono state aggredite da alcuni sconosciuti ferendo ad un occhio un'agente. Un blitz che ha portato al fermo di tre persone con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e violenza. Secondo quanto si è appreso, le due pattuglie di agenti in abiti civili si trovavano lungo una delle strade del centro di Boscoreale, quando sono state accerchiate da un gruppo di persone, in prevalenza giovani, che hanno iniziato ad aggredire i poliziotti. Sul posto sono giunti rinforzi. In via Zabatta, invece, l'accesso alla contestata seconda discarica è stato sempre presidiato da centinaia di agenti in assetto antisommossa. Violenze che hanno portato il ministro della Difesa Ignazio La Russa a dare la propria disponibilità ad aumentare il numero di militari in Campania per affrontare l'emergenza rifiuti qualora il Governo dovesse richiederlo. Così, La Russa, dopo aver ricordato come i militari siano «già in Campania. Ce ne erano 700 all'inizio dell'emergenza ne sono rimasti 270», ha aggiunto: «Se il Governo ritenesse di chiedere un intervento delle Forze armate in numero superiore noi siamo pronti». Il ministro però non ha comunque mancato di rilevare che «non c'è bisogno dell'esercito per utilizzare il pugno più duro. Polizia e Carabineri sanno essere adeguati ad ogni esigenza senza mai travalicare il diritto». Notizie rassicuranti arrivano dal sottosegretario Guido Bertolaso che, a margine di un vertice in Prefettura durante il quale ha anche ricevuto una telefonata di Berlusconi che invitava tutti a «continuare a lavorare per raggiungere gli obiettivi e i risultati che ci siamo posti», ha annunciato di non voler aprire «nel modo più assoluto», almeno non per ora, una nuova discarica dato che «con la situazione attuale si va avanti fino alla prossima primavera, fino all'estate». Bertolaso ha voluto ribadire così quello che aveva già detto domenica, ovvero che nell'ex cava Sari di Terzigno andranno a sversare solo i 18 comuni dell'area rossa del vesuviano, mentre il capoluogo avrà Chiaiano e il termovalorizzatore di Acerra. «Ma questo dovrà essere portato avanti dall'autorità locale», ricorda Bertolaso. Quanto al «congelamento» dell'ex cava Vitiello, «nella legge ci sono anche altre località. C'è un ampio margine per trovare alternative». Un pensiero poi a Napoli dove la ripulitura è detta dallo stesso sottosegretario essere «a buon punto. Trovo la situazione migliorata in alcune parti, in altre non peggiorata» ricordando che, con la dirigenza di Asia, l'azienda che si occupa dell'igiene in città, non c'è un buon rapporto ma, dice, «massimo rispetto per chi raccoglie e cordoglio totale per il capoturno deceduto nell'impianto Stir». Infine un riferimento al termovalorizzatore di Acerra: «Funziona bene. Anche oggi siamo sopra le 1.500 tonnellate, risultato in linea».

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