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E i finiani danno due schiaffi a Zaia

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

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Due schiaffi a Luca Zaia. Così, tanto per cominciare. Due schiaffi virtuali, solo su internet. Ma comunque due bei ceffoni, assestati per bene. Due ceffoni futuristi, li chiama Roberto Menia, sottosegretario triestino all'Ambiente, finiano poco ortodosso che proprio ieri ha lanciato la sua «Area nazionale», che in acronimo si legge An: e non è una coincidenza visto che proprio Menia era stato l'unico degli ex di An che dichiaratamente si era espresso contro la fusione con Forza Italia. Oggi la sua iniziativa non nasce per rimarcare le differenze all'interno del Pdl. Ma, al contrario, per unire, per evitare le scissioni, per contrastare le separazioni e per cercare di unire e sciogliere i dissapori tra Berlusconi e Fini. Ora la sfida, spiega Menia assieme al romano (la geografia in politica comincia ad avere sempre più importanza) Silvano Moffa, è alla Lega. Così, un po' per gioco e un po' fingendo ironia, la prima vittima eccellente dell'iniziativa politica è il governatore leghista del Veneto. Sul sito Areanazionale.it, inaugurato proprio ieri, c'è una nuova rubrichina umoristica (si fa per dire), «Due schiaffi futuristi».   Le prime frasi ironiche sono contro l'ex ministro dell'Agricoltura: «Se non ci fosse il rischio di rimanere impastati nella brillantina tricologica - si legge -, gli schiaffoni futuristi della settimana si dovrebbero assestare al governatore del Veneto Luca Zaia, già ministro della Repubblica, per aver fatto intonare a vanvera il "Va' pensiero" al posto dell'Inno nazionale. Lo sa bene chi la Patria l'ha perduta per davvero, come gli esuli istriani». I finiani puntano ora contro il Carroccio. Certo, Area nazionale nasce un po' per contrastare i finiani più secessionisti, quelli che fanno capo a Generazione Italia e a Italo Bocchino. Che infatti alla conferenza stampa di Menia-Moffa fa solo un'apparizione e sparisce (qualcuno osserva: «È venuto a controllare»). Ma tant'è, la nuova An punta a fare concorrenza all'esterno del Pdl. È con i «piedi ben saldi nella tradizione nazionale», in quei valori tipicamente di destra. Per questo Area nazionale vuole appunto «dare voce a chi nel Paese si ritrova in valori e principi come il senso della nazione, la patria, l'unità e la solidarietà nazionale, il senso morale e la politica», dice il sottosegretario. La lealtà a Berlusconi non è in discussione come pure l'adesione a questa maggioranza. Casomai i dubbi sono altri. Spiega Moffa: «Credo che debba tornare in primo piano la richiesta di una commissione tecnico-parlamentare che si occupi dei costi. In Parlamento stiamo discutendo la carta delle autonomie da dove è stato stralciata proprio la questione delle coperture finanziarie perché era molto aleatoria». E sottolinea, forse perfidamente: «Quanto è costata l'ultima grande riforma federalista nel nostro Paese, quella del Titolo V della Costituzione? Perché non è chiaro. Non risulta che si siano risparmiati molti soldi oppure che i costi delle Regioni siano diminuiti. Ecco, vorremmo conoscere le cifre nel momento in cui ci stiamo avviando ad affrontare una riforma altrettanto fondamentale come quella del federalismo fiscale». Conclude Menia: «Diamo vita ad un'associazione che vuole dar voce alla destra nel Paese che si ritrova nel senso della nazione. Ma l'obiettivo è quello di rafforzare il Pdl che vive momenti di frizione».

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