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E Santoro finisce vittima delle sue fughe di notizie

Michele Santoro ad Annozero

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Ora anche Michele Santoro scopre che la privacy e la riservatezza sono cose buone e giuste. Proprio lui che ha costruito intere puntate di Annozero raccontando i vizi privati di Berlusconi (ospite d'onore Patrizia D'Addario). Lui che, grazie ad una fuga di notizie, ha saputo del «perfido piano» ordito dal Cavaliere per cancellarlo dalla televisione pubblica. Ebbene, proprio lui ora si alza in piedi e urla: non si fa. Il motivo del contendere è il contratto milionario che dovrebbe garantirgli una serena vecchiaia lontano da Annozero, ma comunque vicino a Viale Mazzini. Nei giorni scorsi si era parlato di 10 milioni di euro. Ieri le indiscrezioni parlavano di 2 milioni e 800mila di liquidazione più 14 milioni per la docu-fiction (14 puntate da un milione l'una). E così, mentre il presidente Paolo Garimberti spiegava che «Santoro è una risorsa per la Rai e deve comunque, in un modo o nell'altro, restare», il conduttore ha fatto saltare il tavolo. Con una nota ufficiale: «Le continue fughe di notizie hanno violato l'impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine».   Per questo, continua il testo, «non ha più senso ipotizzare cambiamenti per mettere la parola fine alla vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell'interesse della Rai e del pubblico». E pensare che era stato proprio Santoro, durante la puntata di Annozero del 20 maggio, a spiegare in diretta tv i dettagli dell'accordo: pagamento di 3 anni di stipendio (700.000 lordi l'anno) e pagamento di una cifra «al di sotto dei costi medi di produzione» per un prodotto da offrire alla Rai. Difficile capire cosa accadrà a questo punto. La trattativa, infatti, si è ufficialmente arenata. Il dg Mauro Masi fa sapere di non aver violato «la clausola di riservatezza e di gestione concordata della comunicazione» contenuta nell'accordo tra Rai e Santoro votato dal Cda di Viale Mazzini. E forse, proprio in questa rassicurazione, si nasconde la chiave di volta dell'intera vicenda. Saputo del contratto milionario di liquidazione, il popolo di Michele è insorto. Il conduttore è stato accusato di tradimento, di essersi venduto a Berlusconi, di esservi venduto e basta. Un pressing costante che forse ha spinto Michele a cercare un'immediata via d'uscita. Ora la palla passa al settimo piano di viale Mazzini. E se si confermerà la volontà di procedere con la transazione, Santoro potrà finalmente pronunciare la sua frase preferita: mi hanno epurato.

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