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Pensioni, finestre chiuse per tutti

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

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Saranno colpiti con un alto tasso di probabilità sia i lavoratori privati sia quelli pubblici dal blocco delle finestre per le pensioni d'anzianità, che il Governo intenderebbe introdurre nella manovra 2011-2012 già da luglio. L'anticipazione è arrivata da fonti parlamentari che hanno precisato che l'operazione consentirebbe di fare cassa subito. Il sistema attuale prevede infatti due finestre d'uscita l'anno (gennaio e luglio): tra pubblico e privato in tutto sarebbero circa 160 mila i lavoratori coinvolti. In ogni caso il decreto legge con la supermanovra biennale arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri non prima di due settimane e dunque la maggior parte dei capitoli è ancora da scrivere: l'unica certezza è il peso finale che oscillerà tra i 25 e i 28 miliardi di euro per il 2011-2012. E che inevitabilmente porterà il governo a mettere in campo una stretta su più fronti, fra cui quello del lavoro e della previdenza. La parola chiave, come sempre accade quando è tempo di manovre, è infatti «tagli»: se davvero le buste paga degli statali dovessero alla fine uscirne incolumi (così ha chiosato ieri il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta), la spesa pubblica e la casta finiranno quasi certamente nel mirino. E se al momento è quasi unanime il coro che dice no a una sforbiciata orizzontale al bilancio dello Stato, è anche vero che diverse fonti parlamentari la reputano l'unica strada percorribile per poter mettere insieme i fondi necessari. Pronto a ragionare su un taglio fino al 10% che coinvolga anche gli amministratori locali si dice l'Anci con Sergio Chiamparino. Nel menù, ancora decisamente dinamico, che il governo sta mettendo a punto troverebbero poi posto una stretta sulle pensioni di invalidità, puntando a un rafforzamento dei controlli, e il blocco dell'erogazione delle liquidazioni e quello degli scatti di anzianità per alcune categorie tra cui i professori universitari. Così come sono allo studio possibili interventi sul fondo produttività e non si esclude l'arrivo di un contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro. Diverse le opzioni sul tavolo anche dal punto di vista fiscale: si va dall'ipotesi di un concordato fiscale, passando per un intervento sui cosiddetti immobili fantasma e per un giro di vite sui controlli nel settore dei giochi.

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