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Tabacchiera: "Nuovi bus e Ztl a punti Così cambierà il trasporto pubblico"

Il presidente dell'Atac intervistato dal direttore de

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{{IMG_SX}}Dagli autobus alle Ztl, dal carico e scarico merci alle strisce blu. Una sfida complessa, certamente la più difficile, quella del trasporto pubblico capitolino, accettata cinque mesi fa da Massimo Tabacchiera, già presidente Ama e alla guida di Federlazio per diversi anni. Entusiasta come sempre, il presidente dell'azienda capitolina più delicata, non nasconde un velo di preoccupazione nel comprendere un sistema così complesso come quello del trasporto pubblico. Presidente Tabacchiera, qual è stata la sua prima impressione, arrivando negli uffici di piazzale Ostiense? «Il trasporto pubblico capitolino interessa un'area vastissima, il Comune di Roma, come grandezza è secondo soltanto a Mosca ed è il primo nell'Unione europea. A questo poi si aggiunge una crescita urbana che per troppo tempo ha lasciato in secondo piano le infrastrutture. Devo ammettere che è molto complicato entrare in un sistema così complesso». Poche settimane fa il Consiglio comunale ha dato il via libera a una delle riforme più vaste degli ultimi decenni. Atac tornerà ad essere l'unica società del trasporto pubblico. Trambus e Met.Ro spariranno. Cosa ne pensa? «Devo ammettere che ho compreso davvero la follia dello spacchettamento delle aziende del trasporto pubblico, quando ho chiesto di andare a fare una visita ai depositi degli autobus, che sono di proprietà Atac e mi è stato detto che non si poteva perché i depositi erano in gestione Trambus e occorreva chiedere il permesso, così come gli autobus, sono di proprietà Atac e vengono ceduti in comodato d'uso gratuito a Trambus. Insomma, una gran confusione. Ho fatto delle riunioni, con i dirigenti, con i sindacati e anche con i comitati degli utenti e tutti sono stati concordi nell'ammettere che il sistema delle tre società non funziona». L'Atac ha partecipato alla stesura della riforma che entro la fine dell'anno sancirà la fine di Met.Ro e Trambus. «C'è stata una grande apertura da parte dell'assessore alla Mobilità, Sergio Marchi e del sindaco Alemanno. Abbiamo studiato la delibera che è frutto di un grande coinvolgimento di tutte le parti, tanto che per la prima volta il Consiglio comunale +ha votato una riforma strutturale all'unanimità. La fusione significa azzeramento delle doppie funzioni, quindi di due Cda, di due uffici acquisti, di due uffici stampa. Non solo con un sensibile risparmio per le casse aziendali e dunque comunali ma si avrà un punto di riferimento unico, cioè Atac, come poi è sempre stato nella storia di questa città». Un miliardo di persone trasportate all'anno. Quante continuano a non pagare il biglietto? «Per quanto riguarda la metropolitana, l'installazione dei tornelli ha sostanzialmente azzerato l'evasione. Siamo su percentuali che si aggirano intorno allo 0,4 per cento. Anche per quanto riguarda gli autobus il dato è in flessione. Nel 2008 i passeggeri controllati in superficie sono cresciuti del 63 per cento passando da 1,551 milioni di passeggeri del 2007 a 2,535 milioni di passeggeri, con un incremento di quasi un milione di controlli. Ciò ha comportato una diminuzione di circa il 10 per cento del tasso di evasione registrato in superficie, passando dal 5,9 per cento del 2007 al 5,3 per cento del 2008». E per quanto riguarda le strisce blu? Anche qui l'evasione risulta elevata. «La nuova disciplina tariffaria, come l'abbonamento gironaliero di 4 euro per 8 ore o la cosiddetta "tariffa caffè" di 20 centesimi per 15 minuti hanno contribuito a una riduzione del fenomeno del 46 per cento. Ad oggi gli automobilisti che non pagano le strisce blu sono intorno al 7 per cento». Nel 2010 aumenterà il biglietto? «Questa è una decisione che spetta alla Regione». Al di là del nuovo assetto societario, come cambierà il trasporto pubblico capitolino? «Entro l'estate presenteremo un grande progetto che rivede l'intera rete di trasporto pubblico. Un lavoro enorme che coinvolgerà anche la Regione e la Provincia». Qualche anno fa Atac progettò una nuova rete del trasporto che sarebbe diventato circolare e policentrico. Quel progetto finì nel cassetto, ora cosa cambierà? «Lo studio è stato effettuato dai dipartimenti di ingegneria delle tre università capitoline ed è molto complesso, si sono calcolati addiruttura posizione e tempistica dei semafori. Lo presenteremo in un grande convegno». Nel piano di recupero del centro storico è previsto il trasferimeno di due capolinea strategici, come San Silvestro e piazza Augusto Imperatore. A che punto siamo? «Tra qualche giorno il sindaco verrà in Atac proprio per valutare i progetti a breve e media scadenza, come appunto il riordino dei capolinea di San Silvestro e Augusto Imperatore. A questo poi c'è il progetto per la riqualificazione di piazzale Ostiense, a Piramide, targato interamente Atac. Tutti progetti che possono essere realizzati in tempi brevi e con costi bassissimi». Atac si occupa anche di trasporto privato, come Ztl e dunque anche dell'accesso in città per il carico e scarico merci, uno dei problemi cronici del traffico. Quali proposte per regolamentare il settore? «La settimana prossima avremo un incontro con l'assessore Marchi, dove presenteremo le nostre proposte». Gli operatori chiedono uno «sconto» sul permesso Ztl, giudicato troppo caro. Cosa ne pensa? «Non siamo contrari a rivedere le tariffe di ingresso per gli operatori del trasporto merci, ma occorre mettere dei paletti ben precisi, come ad esempio mezzi ecologici, il rispetto degli orari. Si potrebbe insomma innescare un sistema virtuoso in base al quale chi inquina di meno paga di meno». Sta parlando di una Ztl «a punti»? «Si può pensare a un sistema a premi. Nel senso che se il trasporto merci avviene con mezzi elettrici o le consegne avvengono in orari notturni o comunque non impattanti con il traffico urbano, oppure se il furgone non parte a mezzo carico ma solo quando è pieno per evitare ulteriori viaggi di consegna, ecco, in questi casi si potrebbe pagare di meno l'accesso alla Ztl o magari non pagarla affatto. Sul medio termine invece occorrerà realizzare davvero un sistema di piattaforme logistiche al di fuori della città storica per lo stoccaggio delle merci e per regolamentare ulteriormente l'ingresso dei mezzi in città». Lei ha lavorato con Rutelli, con Veltroni, ora con Alemanno. Un uomo per tutte le stagioni o semplicemente un «tecnico» al di fuori della politica? «Ho creduto molto al fatto che si potesse davvero realizzare il "Modello Roma", prima con Rutelli poi con Veltroni. Un modello che c'è stato e per certi versi ha anche funzionato. Qualche anno fa poi, mi sono accorto che si era perso quell'entusiasmo dei primi tempi e che si stava andando in una direzione che non mi trovava d'accordo e così ho lasciato la presidenza dell'Ama». Ora però è tornato e con un sindaco di centrodestra. «Non sono un politico e non ho mai fatto politica. Sono un imprenditore e credo di aver fatto qualcosa di buono nella vita. La mia famiglia è di destra, al punto che mio padre non mi ha rivolto la parola per il tempo che sono stato all'Ama quando Veltroni era sindaco, tanto che quando ho accettato la presidenza di Atac qualcuno mi ha detto: bentornato a casa».

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