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Gli ex assessori si difendono «Con Romeo rapporti solo istituzionali»

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E qualcuno sottolinea anche una sorta di «invadenza» da parte di Romeo che loro in qualche modo erano costretti a subire anche per il particolare ruolo (di consulente o advisor, come hanno spiegato i suoi legali) che l'imprenditore svolgeva per conto del Comune. Sarebbe questa, stando alle poche indiscrezioni trapelate, la linea di difesa adottata dagli amministratori locali che da due giorni sono gli arresti domiciliari nell'inchiesta della Dda di Napoli sugli appalti, tra cui il Global Service dall'importo da 400 milioni di euro, mai comunque decollato. Ieri i tre dei quattro ex assessori coinvolti nell'inchiesta che ha messo a rumore gli ambienti politici locali e nazionali, si sono sottoposti all'interrogatorio di garanzia davanti al gip Paola Russo che ha firmato le 13 ordinanze di custodia cautelare. Gli interrogatori si sono svolti in un palazzo di Giustizia semideserto. Il giudice ha imposto un autentico tour de force all'inchiesta, tanto che entro stasera dovrebbero essere esauriti tutti gli interrogatori di garanzia, dopodichè la parola passerà al Tribunale del Riesame al quale già sono state trasmesse alcune istanze di revoca degli arresti da parte di indagati «minori». Secondo le indiscrezioni, Enrico Cardillo avrebbe negato che le proprie dimissioni da assessore, presentate nelle scorse settimane, siano da collegare ai timori di coinvolgimento nella vicenda giudiziaria. L'ex assessore avrebbe ribadito di aver lasciato la politica per dedicarsi all'attività universitaria. Dal canto suo, Felice Laudadio avrebbe fatto anche riferimento alla propria inesperienza politica e avrebbe sostenuto che, sulla base di quanto emerge dalle intercettazioni, Romeo si sarebbe «speso» il suo nome. Oggi è previsto anche l'interrogatorio dell'ex assessore Giuseppe Gambale. Saranno ascoltati dal giudice anche Mario Mautone, provveditore alle Opere pubbliche per la Campania e il Molise e il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco, strettamente legato a Alfredo Romeo ritenuto un procacciatore di affari nonchè la «talpa» autore delle fuga di notizie sugli sviluppi dell'inchiesta. I magistrati della procura - i pm Raffaello Falcone, Enzo D'Onofrio e Pierpaolo Filippelli, coordinati dal procuratore aggiunto Franco Roberti - stanno esaminando i verbali dell'interrogatorio di Romeo. I pm ritengono di aver acquisito nuovi elementi utili per sostenere l'impianto accusatorio. Romeo sarà ascoltato nuovamente dai pm nei prossimi giorni.

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