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Un avvertimento. Amichevole, visti i rapporti che ci sono ...

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Per questo, ha aggiunto, il pacchetto legislativo dell'Ue su clima ed energia sarà approvato a dicembre come previsto con la procedura di «codecisione», vale a dire a maggioranza qualificata in Consiglio Ue (e non all'unanimità come vorrebbe l'Italia, scelta che consentirebbe ai Paesi contrari di porre il veto e di non far approvare il provvedimento) e con un compromesso con il Parlamento europeo. «Le conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo fanno chiaramente riferimento, confermandole, alle decisioni dei due vertici precedenti di marzo 2007 e marzo 2008 — ha detto il presidente francese — in cui si affermava chiaramente che il pacchetto sarà approvato con la procedura di codecisione». Come presidente di turno dell'Ue, ha poi aggiunto Sarkozy, «ho deciso di rompere con la tradizione delle conclusioni dei Consigli europei che riproducevano per intero le dichiarazioni dei vertici precedenti per mascherare la propria mancanza di decisioni». Le conclusioni dell'ultimo vertice «hanno solo otto pagine, ma vanno lette insieme ai testi a cui fanno riferimento», ha concluso Sarkozy. D'accordo con la linea scelta dal leader francese anche il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Durao Barroso: «Sarebbe davvero drammatico se l'Europa abbandonasse la lotta al cambiamento climatico». Da Berlusconi è arrivata però una replica altrettanto dura: «Siamo un paese manifatturiero e non possiamo, in un momento di crisi come questo, caricarci il costo di qualcosa che è irragionevole — ha spiegato nel corso dell'Assemblea dell'Unione Industriali di Napoli — Ho sempre ammirato Don Chisciotte e ho sempre amato andare all'attacco: andiamo all'attacco ma con senso di responsabilità». «L'Unione europea — ha proseguito — da sola si vuole assumere il compito di indicare la strada a tutto il mondo», ma questo bisogna farlo «in modo equilibrato e giusto». Decisamente contro la scelta del presidente francese il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. «Berlusconi ha strappato un accordo politico con l'Unione europea, quindi si va avanti solo se tutti sono d'accordo. È la metodologia dell'Ue a non essere trasparente». «Sarkozy — ha spiegato — ha posto l'accento sul ruolo del Parlamento Ue e ha detto che questo si tratta di una codecisione con il Consiglio che in base al Trattato europeo deve essere a maggioranza qualificata. Ma l'impegno strappato da Berlusconi è politico: si va avanti se c'è l'accordo di tutti». «Noi non vogliamo una discussione ideologica sui gas serra, come quando si sente qualcuno dire "Ora c'è la crisi, cala la produzione e ci saranno meno emissioni», ha proseguito.. Per Prestigiacomo, non bisogna «ripetere gli errori fatti con Kyoto». E in questo senso ha citato il pacchetto relativo alle auto: «La direttiva — ha affermato — penalizza le auto prodotte dalla Fiat, orienta i cittadini su altre auto, con cilindrate diverse. Noi dobbiamo difendere i nostri interessi nazionali».

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