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E i sindacati chiedono i soldi per i contratti

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Secondo loro stime, infatti, per rinnovare i contratti, che interessano circa 3,5 milioni di dipendenti, sarà necessaria una cifra che si aggira sui 7 miliardi. Una stima prudenziale - rilevano - perché considera l'inflazione programmata contenuta nel Dpef, e cioè 1,7% nel 2008 e 1,5% del 2009. È stato il segretario della Uil Luigi Angeletti, durante la conferenza stampa che si è svolta al termine dell'incontro, ad annunciare che, alle richieste dei sindacati, «il governo ha risposto: li troviamo». Soddisfatto il numero uno dell'Ugl Renata Polverini che, dopo aver espresso apprezzamento per l'impegno in questo senso del titolare della Funzione Pubblica Renato Brunetta, ha ribadito la propria disponibilità «a lavorare con il ministro per valorizzare i lavoratori pubblici e per avere una pubblica amministrazione più efficiente». Ad allarmare i sindacati c'è però anche quella che hanno definito la «ripubblicizzazione» del rapporto di lavoro pubblico privatizzato a suo tempo dal decreto 29 del 1993, con lo spostamento dal contratto alla legge della regolamentazione di materie non di poco conto: l'organizzazione del lavoro, la valutazione del personale e il procedimento disciplinare. Netto, in questo senso, il giudizio del leader Cgil, Guglielmo Epifani: «Si torna ai tempi in cui i partiti decidevano tutto, si torna al clientelismo, si va, insomma, nel senso opposto a quello in cui si dovrebbe andare. E questo, pur partendo da un punto che noi condividiamo: e cioè rendere più efficiente la pubblica amministrazione». Il governo punta anche a rivedere la missione dell'Aran, l'agenzia controparte dei sindacati nelle trattative perché, ha spiegato Brunetta, ha perso il ruolo di negoziatore efficiente. Tutto questo potrà essere fatto grazie al disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che contiene una «ampia delega» sulla riforma del lavoro pubblico. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni riassume così la posizione della triplice sul tema: «Sacconi dice che tutte le questioni sul lavoro saranno regolate dalle parti e questo mi rassicura. È necessario interrompere questo gioco perverso: arriva un governo e cancella quello che ha fatto il governo precedente. Una cosa da "paese delle banane"». Intanto Brunetta e Sacconi, hanno ribadito l'obiettivo di estendere la detassazione degli straordinari anche agli statali. «Se sarà positiva per il sistema produttivo, penso possa essere estesa anche al settore pubblico - ha detto il ministro della Funzione Pubblica - a partire da quei settori "front-office", legati cioè alla soddisfazione diretta del cliente».

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