Una linea «su cui tutto il gruppo dirigente del Pd è d'accordo», sottolinea Veltroni parlando ad una conferenza stampa al loft. Il segretario esclude che vi possano essere accordi tecnici al Senato con la 'Cosa rossa': «Noi abbiamo fatto una scelta coraggiosa e saremo molto lineari. Non credo abbia senso fare qualcosa di pasticciato. Gli italiani hanno bisogno di chiarezza. Questo è un Paese in cui la politica non rischia mai, è arrivato il momento di rischiare e questa è la nostra scelta». Veltroni ribadisce, inoltre, che saranno possibili «accordi programmatici con chi sta nel campo riformista, ma non con la sinistra radicale». «Noi facciamo una scelta coraggiosa -prosegue Veltroni- e ci piacerebbe che la facessero anche altri» perchè «l'Italia ha diritto ad avere qualcosa di nuovo, a conoscere una stagione nuova e questa sarà la sfida dei prossimi 65 giorni, una sfida per voltare pagina, per uscire da un bipolarismo rissoso e coatto». Coalizioni eterogenee che Veltroni non vuol più replicare e che invece ravvisa nel centrodestra: «Ho letto che Maroni dice che non vuole l'Udeur nella coalizione. Ecco, è proprio questo che non voglio più vedere nella politica italiana». Dunque, il Pd andrà solo e questa sarà «la novità» di questa campagna elettorale a fronte di un centrodestra formato da più di 10 partiti e che, proprio per questo, non potrà dare agli italiani «il cambiamento che chiedono». «Oggi c'è un articolo sul Financial Times molto pesante in cui si usa la parola 'declinò in un modo che chi vuole bene a questo Paese fa male ascoltare. Ma dice delle verità tra cui quella che non è all'orizzonte, se vincesse il centrodestra, quella novità di cui l'Italia ha bisogno e ha diritto».
Veltroni, il Pd da solo anche al Senato

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