L'auspicio viene da Massimo D'Alema, che è intervenuto al congresso della sezione Mazzini della Quercia, cui è iscritto, dove ha parlato della necessità di dar vita, in tempi rapidi, a una «grande forza riformista di governo, una forza che nasce dall' esperienza dell'Ulivo». «È chiaro - aggiunge D'Alema - che non ci saranno solo due partiti, perchè questo non è realistico. Però è un bene se ci sono due grandi partiti fondamentali, tra cui si articola il bipolarismo italiano, come avviene in tutti i Paesi europei». Il vicepremier, poi, si è occupato della situazione francese, e delle prossime elezioni presidenziali. «Spero che i socialisti si mettano in grado di dialogare con l'elettorato di Bayrou, perchè quell'elettorato, comunque vada, ammesso che vadano al ballottaggio Segolene Royal e Sarkozy, sarà determinante ai fini della vittoria». Anche perché «quell'elettorato - sostiene il presidente Ds - è un elettorato moderno, europeista, e ahimè, su una delle questioni che io considero cruciali dell'identità di una grande forza di sinistra, che sappia misurarsi con la globalizzazione, cioè la scelta di un'Europa politica forte, i socialisti in Europa sono divisi».
Il caso
D'Alema: «Spero nella nascita di un grande partito di destra»