Politica

Il caso

S'insultano e poi si alleano

Oggi va a braccetto con Francesco Storace che invece l'insultò. accadde il 24 novembre 2001. L'allora governatore del Lazio spiegò che la sfida portata dalla Destra sociale alla corrente dei tatarelliani, due correnti interne di An, non è solo politica. E lanciò la «sfida estetica». L'allora presidente della Regione disse quel giorno: «Se vedo certe foto, certi occhi - affermò alludendo ad alcune immagini di La Russa - bene, noi siamo più belli; siamo la corrente dei belli». E poi partì con l'affondo: «Ci sarà pure una differenza non solo estetica tra Daniela Santanché e Alessandra Mussolini». La Santanché non la prese bene e mandò a Storace un mazzo di fiori e un garbato biglietto nel quale definiva «offensivi sia per me che per la Mussolini» i toni di Storace, che a suo giudizio è scivolato in una «caduta di stile». L'esponente di An invia al presidente della Regione Lazio un saluto e conclude sostenendo: «È evidente che, in una eventuale gara estetica tra te e Fini, tu non riuscirai mai ad essere più bello di Gianfranco». Oggi probabilmente la penserebbe al contrario. Parabola inversa per La Russa. Il 30 giugno 2005 la deputata disse: «Mi considero una larussiana doc». E spiegò: «Ignazio è vivace e intraprendente, ma il nostro è un rapporto di amicizia forte e serio. Perché lui possiede come molti siciliani il valore autentico dell'amicizia a cui sono molto sensibile». L'altra sera se le sono dette di tutti i colori. lui ha aggredito lei chiedendogli che era andata a fare alla cena del gruppo alla Camera e lei ha replicato seccamente: «Sei un cafone». Evviva l'amicizia. F. D. O.

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