Politica

Da Londra

Ma il premier non molla: «La riforma sarà difficile ma è indispensabile»

E rilancia. Lo fa da Londra durante un convegno sulle prospettive politiche ed economiche dell'Italia organizzato dalla Reuters. Per il Presidente del Consiglio il varo di una riforma del sistema pensionistico, «sarà un passaggio difficile» ma è «indispensabile» per la sostenibilità dell'intero sistema del welfare. «Abbiamo bisogno della riforma delle pensioni» incalza e ricorda i precedenti interventi del governo Amato e del governo Dini del 1992 e del 1995. «Ora - aggiunge - dobbiamo completare la transizione. Dobbiamo trovare l'equilibrio tra la flessibilità dell'età pensionabile e i diritti dei lavoratori». «Abbiamo siglato con i sindacati un memorandum - ricorda il presidente del Consiglio - che ci obbliga a trovare un accordo entro i primi tre mesi del prossimo anno». Prodi non nasconde certo le difficoltà che questo confronto porterà all'interno dell'Unione, ma non sembra spaventato. «Nella coalizione - spiega - c'è nei partiti della sinistra un'opposizione ad aumentare l'età pensionabile ma non a rimodellare il sistema su base volontaria. La riforma sarà un passaggio difficile ma penso che potrà essere accettato da un vasto spettro della coalizione». E a chi gli fa notare il rischio che il suo governo possa essere ostaggio dei vari partiti che lo sostengono, il premier risponde: «Noi siamo in Italia e da noi bisogna sempre cercare il dialogo, il confronto con le parti sociali. È un limite, ma è anche la forza della politica...». Il Professore invita quindi a non meravigliarsi della situazione italiana, dove è normale cercare sempre il compromesso e «il confronto con gli altri, così come accade in Germania». Poi aggiunge: «Non credo che sia più difficile guidare una coalizione di nove partiti che una di due come in Germania...»

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