Ne è convinto Piero Fassino che non a caso, parlando davanti alla platea della Direzione Nazionale della Quercia, cita proprio il soggetto politico nato dall'alleanza tra Ds e Margherita come primo esempio di «casa comune dei riformisti». Chissà cosa ne pensano gli elettori molisani che, il 5 e 6 novembre prossimi, verrano chiamati alle urne per scegliere sia il nuovo Presidente della Regione, che quello della Provincia di Isernia. Già, perché al di là dei proclami di unità, Ds e Margherita non sembrano avere troppa voglia di Ulivo, almeno in Molise. E, così, si presentano ognuno con il proprio simbolo sia alle regionali che alle provinciali costringendo di fatto gli elettori a rinunciare a quel «simbolo di unità», per scegliere, secondo la «vecchia logica», uno dei due partiti. Insomma il Partito Democratico che, nei sogni di Prodi, Fassino e Rutelli, dovrebbe nascere alla fine del 2008 (al massimo entro le Europee del 2009) si presenta in ordine sparso al primo appuntamento elettorale «vero» dopo le politiche di aprile. Fassino dice che l'obiettivo è quello di presentare le liste dell'Ulivo alle elezioni amministrative 2007. Cominciare dal Molise, forse, era troppo presto. N. I.
Il caso
«Ulivo simbolo di unità». Ma in Molise Ds e Dl vanno separati