Sono questi i pericoli che l'Anm vede «nelle norme di ordinamento volute dal precedente governo e nelle norme di riduzione della retribuzione e di penalizzazione economica che oggi si vorrebbero introdurre». Ad essere penalizzati, è detto nel documento consegnato al governo dalla Giunta esecutiva, «sono tutti i magistrati» che rischiano una «deriva che sarebbe in più punti e sotto più profili incompatibile anche con i principi della nostra Costituzione». L'Anm sottolinea che i magistrati daranno il loro contributo al risanamento finanziario «versando immediatamente maggiori imposte sui propri redditi di lavoro, giacchè, in attesa che l'azione di contrasto dell'evasione fiscale dia i frutti auspicati, sono i redditi di lavoro dipendente a subire il primo e maggiore impatto degli aumenti delle aliquote fiscali».
I magistrati
«Stipendio ridotto? Lesa la nostra dignità»
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