Politica

La polemica

Braccio di ferro Padoa Schioppa-Fioroni sul taglio degli insegnanti

Oggetto dello scontro l'ipotesi di una riduzione del numero degli insegnanti. «La scuola ha già dato», è stato l'altolà lanciato da Fioroni che di tagli non ne vuol sentir parlare. Invece ha chiesto che siano destinati tre miliardi alle oltre diecimila scuole esistenti in Italia, che dovranno utilizzarli per gestire servizi, pulizie e supplenze brevi; quello che riusciranno a risparmiare potranno reinvestirlo. Al ministro dell'Economia, Fioroni ha anche suggerito di rivedere il criterio per definire il rapporto docenti-alunni disabili. Il criterio, ha spiegato il ministro, dovrà essere l'effettivo bisogno dei ragazzi incrociando l'anagrafe delle Asl e facendo particolare attenzione ad una certificazione seria. Tra le altre proposte quella di creare «classi primavera», cioè classi di passaggio tra il nido e la materna per bimbi di due-tre anni, affidandole a personale specializzato. E ancora, nel pacchetto di interventi proposti dal ministro figurano: scuole aperte il pomeriggio con l'apertura di biblioteche e palestre. Alta tensione anche nella pubblica amministrazione. Il sindacato ribadisce la richiesta di 3,7 miliardi per i contratti (contro 1 miliardo che è l'ipotesi del Governo). Viceversa sarà sciopero. In ogni caso i sindacati confederali degli statali hanno convocato per il 23 ottobre una grande assemblea di quadri e delegati del pubblico impiego sulla Finanziaria. In quella sede decideranno il da farsi.

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