Così come avvenne quando il Senato votò la fiducia al governo Prodi, anche ieri la Cdl è partita all'attacco dei sette terribili «vecchietti» che con il loro voto hanno contribuito a bocciare le questioni pregiudiziali presentate dall'opposizione al disegno di legge sospensivo della riforma dell'ordinamento giudiziario. Il presidente dei senatori leghisti Roberto Castelli se l'è presa direttamente con l'ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi accusandolo di aver dato «un imprimatur politico» al provvedimento. Mentre il capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio li ha accusati tutti perché il loro voto «è stato un insulto alle regole democratiche». «Questi colleghi - ha dichiarato D'Onofrio - sono sempre stati oggetto di discussione perché non appartengono alla stessa categoria democratica degli altri». «Oggi il voto dei senatori a vita - ha aggiunto - è stato determinante per il raggiungimento di una maggioranza e questo non è normale». Anche il senatore a vita Francesco Cossiga se l'è presa con i suoi «colleghi» dicendo che lui è stato costretto a votare perché votavano anche loro. Lui però ha votato a favore delle pregiudiziali. I senatori a vita, ad eccezione di Sergio Pininfarina, erano tutti presenti nell'emiciclo di Palazzo Madama: Carlo Azeglio Ciampi sedeva accanto a Rita Levi Montalcini. Nell'altro scranno centrale ha trovato posto Francesco Cossiga. Dietro, al suo solito posto Giulio Andreotti. Presente in Aula anche Oscar Luigi Scalfaro.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.