Politica

Oggi vertice dei ministri Ue

All'incontro anche il segretario delle Nazioni Unite, Annan

Gli europei intanto stanno lavorano alle proposte che metteranno sul tavolo questo stesso pomeriggio, con la certezza che l'Italia è disposta a inviare fino a tremila uomini e che la Francia - rivisto il suo atteggiamento attendista - ne manderà nel Libano meridionale altri 1600 (saranno in tutto 2000) per integrare e rafforzare l'attuale contingente dell'Unifil. A chiarire la posizione di Parigi è stato in serata il presidente Jacques Chirac, attraverso un discorso televisivo nel quale ha sottolineato che sono giunte dall'Onu le garanzie richieste e che la Francia, se glielo verrà chiesto, manterrà il comando dell'operazione. Il contingente di caschi blu, quindi, dovrebbe arrivare a 15 mila uomini complessivamente. La presidenza di turno finlandese ha detto esplicitamente che vorrebbe vedere i primi rinforzi Onu arrivare in Libano già dalla prossima settimana. Mentre sulle cifre il lavoro di limatura continuerà in una corsa contro il tempo, dalle istituzioni europee si è levata una sollecitazione forte ai Paesi europei a fare la propria parte in nome dell'Europa. Lo hanno fatto il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, e il presidente dell'Europarlamento, Josep Borrell. Gli europei non guardano, comunque, solo all'impegno militare ma anche a quello, non meno importante, degli aiuti umanitari e stanno preparando un pacchetto decisamente consistente di aiuti per il Libano da presentare a ridosso della conferenza dei donatori che si terrà il 31 agosto a Stoccolma. Fra annunci e indiscrezioni, comincia quindi a delinearsi l'ossatura della missione che sotto la bandiera azzurra dei Caschi Blu sarà l'espressione dell'impegno di tutta l'Europa per contribuire a risolvere la difficile crisi libanese. Il Belgio dovrebbe inviare un contingente di sminatori, mentre la Finlandia dovrebbe inviare un contingente di «scarponi», che potrebbe essere di 150-200 uomini. La Polonia, secondo quanto hanno riferito alcuni giornali oggi, sta pensando ad un contributo di qualche centinaio di soldati, possibilmente settecento. Altrettanti ne potrebbe inviare la Spagna. Alcuni Paesi europei, invece, hanno già fatto sapere che non invieranno truppe. Come l'Olanda, una nazione impegnata in Afghanistan e che, ancora per il momento, si sta confrontando con i fantasmi del massacro nell'enclave di Srebrenica nel 1995, avvenuto sotto gli occhi dei caschi blu olandesi. Allo stesso tempo anche la Gran Bretagna - impegnata su più scacchieri in Medio Oriente - ha fatto sapere che contribuirà con mezzi aerei, mentre la Germania dovrebbe contribuire con mezzi navali per al sorveglianza delle coste libanesi. Stando a indiscrezioni di stampa, un ammiraglio tedesco potrebbe assumere il comando delle forze della marina militare che faranno parte del contingente Unifil. Mezzi aerei e navali potrebbero venire anche da Danimarca e Grecia. La riunione di oggi, che sarà preceduta da un incontro fra l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Javier Solana e non solo perché Annan, non avrà solo il Libano all'ordine del giorno. Solana infatti, riferirà della risposta iraniana sul nucleare e i capi delle diplomazie adotteranno conclusioni anche sulla situazione di tensione che si è creata in Congo dopo le presidenziali.

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