Il primo a dar fiato alle trombe polemiche è Francesco Storace che attacca l'ex presidente della Camera affermando che «l'Udc sta diventando marginale ridotta alla dimensione della sinistra dissidente». Ed esclama: «Ma finiamola con questa pantomima della leadership!» e piuttosto il centrodestra faccia «un'opposizione più vigorosa». Forse, osserva, Casini «pensa di subentrare a Berlusconi contando sul fattore anagrafico». La replica arriva dal capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè. «An se la prende con un bersaglio di comodo. In realtà, il polo a due gambe non lo abbiamo inventato noi, ma decine di osservatori politici che hanno preso atto delle scelte di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega. Se questi ultimi soggetti hanno cambiato idea, è un problema che non ci riguarda perchè noi abbiamo espresso da sempre l'idea di lavorare per la creazione di un centro alternativo alla sinistra, che sappia parlare anche ai moderati delusi dall'Ulivo». Ma per il parlamentare di An Antonio Pezzella, Casini tra le righe delle dichiarazioni dà un sostegno al governo Prodi». «È sacrilegio politico - sottolinea - chiedere lealtà ai nostri alleati nel rispetto del mandato elettorale? E Carmelo Briguglio, capogruppo di An in commissione Esteri alla Camera, aggiunge che «molti osservatori quotidianamente disegnano scenari di soccorso al governo che vedono come possibili attori solo e soltanto l'Udc o suoi qualificati esponenti. Solo Volontè mostra di non essersene accorto». Da Forza Italia Osvaldo Napoli, componente del direttivo del gruppo della Camera, invita al dialogo. «Berlusconi e Casini devono parlarsi per ritrovarsi. Nessuno dei due ha interesse a rompere: sarebbe la sconfitta della Cdl».
Lo scontro
An va all'attacco dell'Udc «Smettetela di sostenere il governo»
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