Anche ieri, il vignettista dell'Unità, ha dedicato la sua striscia domenicale a quello che è ormai diventato il suo «nemico pubblico numero uno»: Marco Travaglio. Domenica scorsa il disegnatore satirico aveva dato vita al «Beria-Travaglio» (Lavrentij Beria era il capo della polizia segreta di Stalin ndr) una sorta di uccellaccio del malaugurio che bacchetta, da sinistra, la coalizione di governo e ne condanna la sua incapacità di essere diversa da Berlusconi. E la vignetta aveva sollevato più di un mugugno. Ieri il «Beria-Travaglio» è tornato, ospite di una striscia dal titolo «Diciamoci tutto» assieme al direttore del quotidiano Antonio Padellaro. Mentre Staino discute con Padellaro di come rendere meno «lurido» l'uccellaccio, il «Beria-Travaglio» recita pezzi di un articolo del giornalista apparso sul quotidano il 4 agosto nel quale, il collaboratore, contesta alcune norme come l'indulto e il ddl sulle intercettazioni che l'Unione avrebbe «copiato» da Berlusconi per completare il suo lavoro e ottenere così i voti del Cavaliere. Impossibilitato a renderlo meno «lurido» al vignettista resta un'unica soluzione trasformare Padellaro e Bobo (l'alter ego - fumetto di Staino) in due uccellacci simili al «Beria-Travaglio». Un'altra settimana di polemica è assicurata.
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