Politica

L'ex presidente della Camera: «Governo

troppo debole. La Cdl scenda in campo»

Il giorno dopo la fiducia al decreto Bersani i big dell'opposizione rilanciano l'idea di aprire un confronto costruttivo con la maggioranza in vista della Finanziaria. E se mercoledì erano stati Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini a dirsi disponibili, pur criticando duramente le misure contenute nella Manovra bis, all'apertura di larghe convergenze su temi importanti per il futuro del Paese, ieri è toccato a Pier Ferdinando Casini. Il leader Udc, giovedì, durante la discussione in Aula, era rimasto in silenzio e aveva lasciato l'onere di intervenire per la dichiarazione di voto a Bruno Tabacci. Anche dopo il discorso di Berlusconi, quando l'Aula si scioglieva in un lungo applauso e dai banchi dell'opposizione partivano cori da stadio, l'ex presidente della Camera non si era mosso (a differenza di Fini che si era alzato per stringere la mano al Cavaliere). Un atteggiamento che aveva fatto immaginare l'ennesima rottura tra i centristi e il resto della coalizione. Ieri è arrivata la «smentita». Ed è stata una «smentita» autorevole visto che è stato lo stesso Casini a parlare. «Questo governo - è stata la sua analisi - è troppo gracile per far fronte agli impegni di carattere internazionale e nazionale. Nelle parole di Fini e di Berlusconi c'è questa consapevolezza. Non ci limitiamo più a un ostruzionismo che sarebbe sterile testimonianza ma entriamo in campo per chiedere una fase nuova». «C'è bisogno - ha continuato - di aprire una fase politica nuova perché questi pochi mesi sono bastati a tutti per capire che il governo Prodi è troppo gracile per affrontare le temperie del momento sul piano sia nazionale che internazionale». «Traggo - ha aggiunto - elementi di utile riflessione nella stessa disponibilità manifestata da Berlusconi e anche da Fini. È il segno che l'opposizione, pur di fronte all'umiliazione del Parlamento, sa di non potersi limitare a un mero ostruzionismo disfattista, ma ha il compito di rappresentare al meglio valori e interessi dei propri elettori. L'Udc, coerente con il proprio ruolo di opposizione nazionale, opererà in questo senso. L'opposizione, insomma, non si limita a sedersi sulla riva del fiume ma entra in campo per questa nuova fase». Casini non ha replicato a chi gli chiede se questa «nuova fase» debba passare dalla caduta di Prodi. «Ho parlato di nuova fase - ha sottolineato - ora andiamo in vacanza e riposiamo ma pensiamo che a settembre si deve aprire questa nuova fase con questo stato d'animo. Una nuova fase che serva a tutti per evitare una legislatura in cui si perda tempo e che finisca zero a zero per l'Italia». Insomma Casini ribadisce la propria fedeltà al centrodestra respingendo le accuse di chi vedeva nell'Udc l'anello debole dell'opposizione. Le sue parole non hanno lasciato indifferenti il resto della coalizione con Fini che ha commentato soddisfatto: «Mi fa piacere che mi dia ragione». E, anche se Berlusconi è rimasto in silenzio, ce ne è abbastanza per pensare che la «nuova fase» della Cdl sia già iniziata.

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