Politica

«Il leader sono io, governerò per altri 5 anni»

Berlusconi sprona i suoi: «I capi della sinistra eredi dei metodi del Pci, con loro niente democrazia»

Berlusconi incontra i suoi alla Fiera di Milano per la prima cena di raccolta fondi in vista delle politiche e mette i puntini sulle i. Altro che Fini e Casini. «Ho governato bene per cinque anni e sono certo che governerò il Paese ancora io per i prossimi cinque», dice chiaro e tondo. Insomma, il Cavaliere non fa passi indietro e rilancia. Soprattuto nei tempi. «Bisogna accelerare», il grido di battaglia lanciato in questi giorni ai suoi. Rimasto a a Roma nel week end proprio per dedicarsi alla campagna elettorale, a quanto sembra non è molto contento di come è partita. «Si aspettava una risposta migliore dai sondaggi - spiega un fedelissimo - Invece il distacco ancora c'è. Sul territorio, nelle periferie, sembra che Forza Italia ancora non si sia messa in moto». Secondo il premier il lavoro portato avanti dal Motore azzurro è ancora troppo «burocratico», una catena di comando troppo lunga che rischia di rivelarsi inefficace. Per questo il leader della Cdl pensa a nuovo piano con tappe più ravvicinate. Un piano che per il momento ruota attorno a due certezze. La prima è il 9 gennaio, data in cui dovrebbe svolgersi la grande manifestazione che darà il via alla campagna elettorale. La seconda è il lavoro sui manifesti. I «6X3» affissi in queste settimane hanno deluso il presidente del Consiglio che da oggi partirà con una nuova campagna di affissioni. Manifesti tematici che comunicheranno i grandi obiettivi centrati in questa legislatura: fisco, lavoro, pensioni, grandi opere, sicurezza, scuola e Europa. Messaggi chiari, e, soprattutto, pochi numeri. Su tutti campeggerà la faccia di Berlusconi che, per il premier, è ancora l'arma vincente. Per il resto il vero «asso nella manica» è quello di tornare a parlare alla gente, a quella gente che si è «scatenata» durante il bagno di folla romano del Cavaliere, sabato. Per questo il Motore azzurro, che ha ormai assunto le dimensioni di un enorme «carrozzone», va snellito e modernizzato rendendo più agile la comunicazione fra centro e periferia. Intanto ha fatto la sua comparsa la questione delle risorse. E torniamo così alla cena di ieri a Milano, la prima di autofinanziamento organizzata dai coordinamenti regionale e cittadino di Forza Italia, sul modello della campagna per le presidenziali Usa di George Bush. Mille invitati che hanno pagato 1000 euro. Ma 3500 ne hanno versati i deputati, i senatori e i consiglieri regionali azzurri. Soldi necessari per far funzionare la macchina organizzativa ma che, ha spiegato Berlusconi, non serviranno «a finanziare i politici ma per la comunicazione agli italiani». «La libertà anche economica - ha detto il premier - è a rischio», per questo bisogna «difendere gli interessi» dei cittadini che «hanno buon senso». «Senza la libertà - ha aggiunto - non si esce dalla crisi e con la sinistra aumenterebbe lo spreco di denaro di tutti». Berlusconi ha sottolineato che il governo non ha mai rubato e per testimoniarlo ha promesso che «ogni euro speso per la campagna sarà reso pubblico». Poi ha attaccato l'opposizione. «I leader della sinistra italiana sono eredi dei metodi del Pci» ha detto puntando il dito contro il «potere reale» della sinistra italiana che comprende la magistratura, la scuola, le banche e «il 90% dei giornalisti Rai». Secondo Berlusconi, se la sinistra prenderà il governo «introdurrà la patrimoniale non solo sulla prima ma anche sulla seconda casa e su tutte le rendite». Poi ha attaccato il cambio lire-euro «un disastro provocato da Prodi» e ha ricordato le riforme del suo governo («la devolution è importante») sottolineando come «l'Inps è andato in attivo per la prima volta dopo tanti anni». Infine è tornato a parlare del programma di governo. «Io e Letta lavoriamo 15 ore al giorno, al termine della legislatura avremo fatto il 100% del programma - ha detto - Non c'è stata coppia di governo che ha lavorato più di noi». Quanto a Milano, Berlusconi si è detto certo che il ministro Letizia Moratti non rifiuterà la candidatura a sindaco.

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