Per l'amministratore delegato di Vodafone Italia Pietro Guindani la tassa è «priva di fondamento giuridico e non reggerà all'esame costituzionale. Oltretutto ci sono molti sms che vengono fatti pagare un centesimo, quindi una imposta del genere sarebbe pari al 100 per cento dei ricavi». Contrario pure il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera. Che se all'inizio liquida la proposta come una «sciocchezza di giornata», poi spiega: «Se uno mette la tassa di un centesimo per ogni sms in Finanziaria, i miei investitori pensano che sono in un paese dove le regole non esistono più... Se vogliamo fare fare un salto ad un settore, quello delle telecomunicazioni, dove l'Italia ha una chance non dobbiamo commettere errori come questo sennò il mercato ci abbandona e gli investitori vanno in Asia o sui nuovi mercati». Ma Tronchetti, circa le possibili ripercussioni sugli investitori, cita anche un esempio regolatorio. In particolare il canone mensile indicato dall'Authority per le comunicazioni per l'umbundling: «Se l'Authority — afferma il presidente dl Telecom — dice che le tariffe risaliranno e poi non me le fanno risalire i miei investitori pensano che siamo in un paese dove la regolamentazione non funziona. Stando così le cose, come facciamo — è il quesito di Tronchetti — a continuare una storia di successo? Invece il nostro paese deve fare un salto di qualità». A giudizio di Tronchetti, l'Italia ha tutte le carte in regola «per migliorare la produttività. Siamo totalmente competitivi». Ma attenzione. «Quello delle telecomunicazioni non è più il mondo del telefono, le nuove offerte della convergenza, ad esempio, permettono alle persone di usare il telefono mobile come il fisso». Anche se, il presidente di Telecom ritiene che si tratti di «una sciocchezza di giornata».
TELECOM ITALIA
«Proposta priva di fondamento»