Politica

«La linea la fa

il partito non Follini»

Poi ad un certo punto, quando l'abbiamo ottenuta e la voleva rimettere in discussione. Poi è stata votata dalla Camera e non ha detto neanche una parola. Davvero non capisco, spero che ora si chiarisca tutto». Carlo Giovanardi, ministro dei Rapporti con il Parlamento, è contento per il fatto che vo,lge il sereno nei rapporti interni alla Cdl. Ma vuole che si arrivi ad una definizione della linea dell'Udc stamattina alla direzione nazionale. Ministro, che cosa non la convince? «Ripeto, nelle nostre richieste alla coalizione avevamo richiesto la riforma lettorale in senso proporzionale. L'abbiamo avuta. È una grande vittoria per il nostro partito, ma il segretario sembra non contento. Eppure, a Palo Laziale, nell'ultimo vertice interno, avevamo indicato proprio il proprozionale come prima priorità». Follini però non voleva lo scontro con l'opposizione... «Nessuno lo vuole. Ma il punto è un altro. Ovvero che avevamo fatto una richiesta alla coalizione e l'abbiamo ottenuta. E il segretario è perplesso? Mah». E secondo lei perché? «Non lo so, aspetto di saperlo dalle sue parole. Mi dicono che è perplesso anche sulla devolution, che invece abbiamo già votato e abbiamo già detto che lo faremo». Ministro, ma Follini sembra in minoranza? «Questo forse lo vedremo domani (oggi, ndr). Ma il punto è che il partito ha scelto una linea e oggi questa sta dando i suoi risultati. Dobbiamo solo andare avanti. Non mi risulta che qualcuno abbia proposto di uscire dalla Cdl». Non sarebbe la prima volta nella storia Dc che il segretario segue una lina che non è più la sua. Accadde anche a De Mita... «No, guardi. mi pare che si faccia confusione sul ruolo. Nella gloriosa storia della Democrazia cristiana il segretario è sempre stato primus inter pares». E cioé? «E cioé la linea la fa il partito, il segretario la interpreta. Quindi, non c'è la linea di Follini. Ma la linea dell'Udc». Ma aveva chiesto anche il cambio di leadership. «Vero, se si è in una coalizione non si può avere tutto». Farete ancora richieste? «Certo, a cominciare dal Ppe italiano. Il partito dei moderati resta la nostra grande ambizione e continueremo a chiedere che si realizzi». Al partito tornerà Casini. Il posto da leader è uno, Follini è di troppo? «Ma no, c'è posto per tutti. Parliamo di politica e tutto si risolve». E se Follini si dimetterà? «Aspetto prima di sentire le sue parole». Dopo l'ok al proporzionale, è ancora possibile un accordo con la Dc di Rotondi? «È necessario. Gli elettori non capirebbero due Dc sulla scheda». F. D. O.

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