Critiche da Cgil e Antitrust. Dopo aver ricevuto il via libera della Commissione Lavoro del Senato, la riforma del Tfr approderà in Consiglio dei ministri il prossimo 5 ottobre per il varo definitivo. Ma il prossimo mercoledì sarà anche la volta di altri tre decreti attuativi della delega pensionistica: «In Cdm - spiega il sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla - vareremo anche il decreto sulla totalizzazione dei periodi contributivi; il decreto sulla contribuzione volontaria e infine quello sulla liberalizzazione dell'età pensionabile grazie al quale i contributi versati da chi continua a lavorare dopo lo scadere dei 40 anni di contributi vanno ad arricchire l'assegno pensionistico». L'ok giunto dal Senato è però condizionato. E' stata decisa infatti una moratoria per il conferimento implicito (silenzio-assenso) del Tfr da parte di quelle aziende che hanno difficoltà ad accedere al credito in base ai parametri di Basilea 2: si tratta in sostanza di una deroga per le piccole imprese, che potranno trasferire il Tfr più tardi di quanto previsto dalla riforma, salvo ovviamente il caso in cui il lavoratore non faccia espressa richiesta di devolvere la sua liquidazione alla previdenza complementare. A differenza poi di quanto sollecitato dai sindacati e fatto proprio dal ministro del Welfare, la Commissione chiede che il contratto aziendale valga solo per chi vuole aderire e non indistintamente per tutti i lavoratori. Tra le osservazioni non vincolanti invece vi è quella che consente di acquistare la prima casa attingendo al Tfr. Su questo fronte la commissione chiede al governo di valutare «la possibilità di portare dal 50 al 75% la misura dell'importo dell'anticipazione della posizione individuale maturata dagli aderenti alle forme pensionistiche complementari, richiesta per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli». Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, vede di buon occhio i suggerimenti della Commissione, e in particolare quello sull'elevazione al 75% della possibilità di riscatto dal fondo pensione per l'acquisto della prima casa. Esprime poi un netto apprezzamento per il rinvio, concesso di fatto alle pmi, dell'entrata in vigore del meccanismo del silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi: «La moratoria -sottolinea Maroni- è utile perché si applica soprattutto alle piccole aziende che non possono accedere al credito». Il ministro leghista ha annunciato in serata che il fondo aggiuntivo sarà di 1,2 miliardi di euro in tre anni. In particolare sono previsti 200 milioni di euro per il 2006, 400 mln per il 2007 e 600 mln per il 2008. Maroni però ha escluso un nuovo incontro con le parti sociali. Intanto però una bocciatura viene dalla Cgil. Per il segretario confederale Morena Piccinini, il parere delle Commissioni di Camera e Senato non solo peggiora il decreto attuativo ma conferma anche «la piena subalternità politica e culturale della maggioranza a banche e assicurazioni». Ma anche l'Antitrust, proprio come il sindacato di Corso d'Italia, punta il dito contro le modifiche introdotte dal nuovo schema di decreto, avvertendo il governo e i presidenti di Camera e Senato che «potrebbero costituire, sul piano della tutela della concorrenza, importanti ostacoli allo sviluppo di un ampio mercato della previdenza integrativa, caratterizzato da una pluralità di offerte».
Ok di Maroni al 75% del Tfr per la prima casa
Critiche dalla Cgil. L'Antitrust punta il dito sulle modifiche che ostacoleranno la concorrenza
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