Adesso è chiaro dove finiscono». Così il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, a Napoli, nel corso di una visita alla sezione di Ponticelli. Ed ecco come gli ha risposto Lilli Gruber, presente a Milano alla convention della lista «Uniti per l'Ulivo»: «Le parole del ministro? Pattume». Lo scontro politico sulla Tv diventa più aspro in coincidenza con la partenza della campagna elettorale e la battaglia a distanza tra Gasparri e l'ex conduttrice del Tg1 si fa cruenta. «Santoro è stato punito due volte dall'Autorità per le comunicazioni, per aver violato le leggi - ha proseguito Gasparri - oggi c'è la conferma per tabulas che quando faceva il conduttore pensava a un ruolo politico. Del resto è stato multato per troppa faziosità». Rivolgendosi a «chi ha condotto il Tg1 fino all'altro ieri», cioè la Gruber, Gasparri ha poi detto: «Dicano che non c'è nessuna discriminazione, o non avrebbe goduto di questa platea, che è l'unico motivo per cui gli elettori li riconoscono. E poi dicano quali sono i loro programmi, i loro progetti». Nella querelle con la telegiornalista che ha più volte accusato la testata dove ha lavorato per tanti anni, si inserisce anche il direttore del Tg1 Mimun: «Da qualche giorno Lilly Gruber va ripetendo che si sarebbe dimessa dalla conduzione del telegiornale anche se non si fosse candidata. Sarà, ma fino a qualche settimana fa ha insistito perchè non fossero aggiunti altri conduttori alle 20, suggerendo semmai di sollevare qualcuno tra gli anchorman per non ridurre il suo spazio». Il direttore del Tg 1 constata inoltre che «nonostante la Gruber dica che il Tg 1 è pieno di censure e manipolazioni, in due anni non ha mai saltato un turno di conduzione. Nonostante il suo asserito attaccamento al servizio pubblico - continua Mimun - dopo non aver ricevuto risposta dalla Rai alle sue richieste per una vicedirezione, un congruo aumento di stipendio e la guida di un settimanale, ha trattato, vanamente, il suo passaggio a Sky..». Parla di «faccia tosta» della Gruber Alessio Butti di An: «Proprio lei che aveva già deciso di candidarsi, continuò ad apparire in tv, tutti i giorni, come inviata da Baghdad e non disdegnando i salotti buoni di Vespa».
Gasparri-Gruber scontro sulla Rai
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