FINI è sicuro: «Domani (oggi, ndr) vi accorgerete che la linea politica di An è assai più unitaria di quello che appare».
Di buon mattino Ignazio La Russa e Gianni Alemanno stanno urlando in una sala laterale. Litigano e le voci sullo scontro arrivano anche in aula dove siede Fini che sta seguendo i lavori sul ddl Gasparri. A quel punto la discussione interna al partito è allo stallo: La Russa, leader della componente maggioritaria Destra protagonista (assieme proprio a Gasparri), è stato nominato coordinatore e sta per lasciare la carica di capogruppo alla Camera. A quell'incarico aspira soprattutto Destra sociale di Alemanno e Storace. Il ministro delle Politiche Agricole spinge per Pasquale Viespoli, sottosegretario al Lavoro e molto stimato da Fini. Ma il leader non vuole uomini di governo. Per questo i «sociali» sperano che si ripieghi su uno dei vicecapigruppo, Carmelo Briguglio. La terza corrente, Nuova alleanza di Urso-Matteoli-Nania, si chiama fuori ma rientra in gioco perché La Russa lancia come suo successore Gianfranco Anedda, l'anziano del gruppo, che proviene proprio dalle loro fila. La componente di Urso-Matteoli-Nania nel frattempo si è alleata (anche solo per ora tatticamente) con Destra sociale dando vita al «correntone» della destra con la convention di venerdì e sabato scorsi a Fiuggi. Correntone che è a rischio perché gli uomini di Urso e Matteoli sono fermi alla posizione da Nania: «Il capogruppo deve essere espressione diretta di Fini». Insomma, deve essere il leader a fare il nome. E il numero uno del partito di via della Scrofa fa ai suoi due nomi: quello di Anedda e quello di Mario Landolfi, attuale portavoce del partito. Alemanno s'infuria e abbandona l'aula. I suoi non ci stanno, Briguglio non trattiene la rabbia: «Vedrete nelle prossime ore», dice. I «sociali» vogliono spazio e sono pronti a dare battaglia. E comunque, tra i due, preferiscono Landolfi. Lo dice chiaramente Storace: «Se Fini propone il suo portavoce alla guida del gruppo non vedo come si possano trovare argomenti contrari». E Alemanno aggiunge: «Noi chiediamo a Fini di continuare a svolgere il proprio ruolo e di non delegare troppo». Si andrà alla conta? Possibile, come è possibile anche oggi non si voti nulla e si rinvii tutto. Ai numeri nel gruppo alla Camera (99 deputati in tutto) la maggioranza è di Destra Protagonista (tra 47 e 49 deputati), mentre il correntone è sotto (Nuova alleanza 29-30 deputati, Destra sociale 15-16, il totale è tra 44 e 46). Gli indipendenti sono tra sei e otto. La situazione si rovescia in Direzione nazionale, dove il correntone è in maggioranza: su cento membri, ne ha 55 (28 Nuova alleanza, 27 Destra sociale) mentre Destra Protagonista è ferma a quota 38 e sette sono gli indipendenti. Dentro An, dunque, ci sono due maggioranze ed entrambe si richiamo alla leadership di Fini. Per ora. F. D. O.
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