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Telekom Serbia, ora tocca a Donatella Dini La signora in affari con il faccendiere sardo Pintus che avrebbe avuto contatti con il figlio di Milosevic

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Ufficialmente una «visita di cortesia». Ma non è escluso che, dopo l'incontro col ministro Castelli, nella chiacchierata con il presidente della Commissione Telekom Serbia, Enzo Trantino, prevista nel tardo pomeriggio, tra gli argomenti trattati possa spuntare fuori la scottante questione al centro delle polemiche italiane. Quella di domani sarà invece la giornata di Donatella Dini. La moglie dell'ex ministro dovrà infatti comparire al cospetto della Commissione per essere sentita sulla vicenda che la vede coinvolta per i suoi legami con il faccendiere sardo Curio Pintus, al momento in carcere per riciclaggio e sotto processo assieme a lei per concorso in corruzione. La signora Dini ha ripetutamente negato che Pintus avesse lavorato per lei, arrivando persino a denunciarlo per tentata estorsione. Curio Pintus sarebbe stato in rapporto d'affari con Marko Milosevic, figlio di Slobodan Milosevic. A detta di Marini, Pintus, che che sarà ascoltato stamattina dalla Commissione, sarebbe stato titolare di una delle due società finanziarie con sede nelle isole Cayman che lo stesso Marini include nell'elenco dei 14 beneficiari della presunta tangente da 120 milioni di dollari transitata attraverso la società di Marini, la Jundor Trading. Procuratore generale della società di Pintus - ha raccontato Marini - era Marko Milosevic, ora latitante e sul quale pende un mandato di cattura internazionale per associazione per delinquere, aggressione e reati finanziari. Secondo il sedicente promotore finanziario, ora in carcere a Torino per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, Pintus sarebbe stato «uomo di fiducia e intermediario di Donatella Dini». Marini ha raccontato di aver incontrato Pintus su mandato dell'avvocato Paoletti a Milano, all'Hotel Duomo: in quell'occasione il faccendiere avrebbe presentato a Marini una signora che la moglie di Marini, Alessandra, presente all'incontro, riconobbe essere Donatella Dini. E dalla signora Dini si attende una risposta su un'altra questione: la presenza dei suoi uffici in piazza S. Lorenzo in Lucina, proprio dove si troverebbe una delle sedi della Zara International, la società intestata a Zoran Persen e a Thomas Mares alla quale - secondo Igor Marini - sarebbe andata parte dei 120 milioni di dollari della presunta tangente Telekom Serbia. A sostenerlo è Luciano Randazzo, legale di Igor Marini. Randazzo fa sapere di essere ancora in attesa di risposte da parte di Donatella Dini: «Le ho scritto per ascoltarla, ma non mi ha risposto». L'avvocato si dice comunque intenzionato a chiedere l'incidente probatorio davanti al gip per ascoltare Donatella Dini, Curio Pintus e Clemente Mastella.

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