Politica

Scuola, i soldi per la riforma ci sono

«Ci sono i fondi per l'anticipo da quest'anno - ha detto il ministro - noi saremo tenuti a fare i decreti delegati per l'attuazione della riforma entro 24 mesi e poi faremo un piano programmatico per sostenere gradualmente la riforma». Sull'insegnamento delle lingue e dell'informatica, il ministro ha chiarito: «Abbiamo cercato di proporre un modo di insegnare l'inglese quasi fosse un gioco. Per questo abbiamo lanciato con la Rai un canale che andrà in tutte le scuole elementari con una modalità di apprendimento molto divertente». Dalla I media, poi, si avrà la possibilità di imparare una seconda lingua straniera. «Questo significa - ha chiarito Moratti - aiutare i ragazzi a vedere il mondo anche attraverso le culture degli altri Paesi. Al giorno d'oggi non sapere lingue straniere e informatica significa precludersi tante possibilità». Il ministro ha detto di aver anche pensato ai costi che le famiglie che devono sostenere per far fare lezioni private di lingue e informatica ai propri figli: con la riforma, invece, è «la scuola pubblica che si fa carico di un costo di cui ora si fanno carico le famiglie». Alle critiche di chi accusa la riforma di dare vita ad una istruzione di serie A e di serie B, Moratti ha risposto ricordando che «al momento mancano circa 600 mila informatici nel Paese: rafforzando i canali di istruzione e formazione professionale fino ai 21 anni si possono creare figure che trovano immediatamente inserimento nel mondo del lavoro e con ottime remunerazioni».

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