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D'Alema rintuzza Cofferati «Venga al partito a lavorare»

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La maggioranza diessina però non sta ferma a subire. Il leader del partito Fassino va al convegno dei riformisti e dei liberal della Quercia, che insistono per il «no» al referendum sull'art.18. Di rispondere agli attacchi di Cofferati, si incarica il presidente dei Ds Massimo D'Alema. «Il dibattito all'interno del partito è democratico»; quanto all'ex leader della Cgil, intende «solo dirgli di lavorare e di rimboccarsi le maniche». «È da un anno — afferma il presidente dei Ds, ieri a Udine — che invano lo invitiamo ad assumersi impegni diretti». D'Alema non commenta però l'articolo a firma Catilina apparso sul sito della Fondazione Di Vittorio, presieduta appunto da Cofferati, ma ribadisce: «Io sono eletto e non sono lì per caso. Il nostro è un grande partito. Ha 450 mila iscritti e il dibattito è sempre molto vivo e vivace. Un partito, insomma, dove le persone partecipano, discutono e votano. Naturalmente — aggiunge — quando il dibattito scende di livello la colpa è di quelli che questo dibattito fanno scendere. Ma chi è «Catilina»? Ieri mattina Europa, il giornale di area della Margherita, in un corsivo a firma «Robin», sostiene che si tratta di Alberto Asor Rosa. Di lì a poco, l'interessato smentisce. Europa prende atto e attacca la la Fondazione Di Vittorio per essersi fatta strumento di una «guerriglia permanente fatta di scorribande, sortite e ritirate, e di sottrazione sistematica al confronto in campo aperto». D. T.

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