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L'attentatore di Modena, Vecchioni si supera: "Caso rarissimo di raptus"

Valerio Castro
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Ha tanti "problemi" Salim El Koudri, l'uomo di origine marocchina che si è scagliato con l'auto sull'auto sulla folla in centro a Modena provocando ferite gravissime ai malcapitati passanti. Dopo lo schianto è sceso dall'auto con un coltello in mano, ma fortunatamente è stato fermato prima di fare altri danni. Ma guai a dire che il 31enne musulmano possa essersi radicalizzato. Roberto Vecchioni nello studio di Realpolitik, il programma di Tommaso Labate su Rete 4, si avventura in un'articolata acrobazia retorica per dribblare in ogni modo il movente terrorista o religioso. 

 

Il famoso cantautore idolatrato dalla sinistra parte dalla presa in cura dei servizi psichiatrici da parte del Comune emiliano, qualche anno fa. "Chi è malato di mente, ed è una cosa di vari livelli naturalmente, non se la prende con gli altri, se la prende con se stesso, si toglie di mezzo, va via, si vergogna di essere in mezzo alla gente, quindi è un caso rarissimo questo..." osserva Vecchioni. Difficile capire su quali basi affermi questo. Il cantautore di Samarcanda continua: "Chi è malato di mente ce l'ha con la sua stessa persona, quindi questo deve essere stato un raptus particolare". 

 

Insomma, El Koudri per Vecchioni avrebbe agito per un impulso improvviso e incontrollabile, anche se aveva con sé un coltello. Lo stabiliranno le indagini degli inquirenti. Tuttavia è significativa la corsa, in certi ambienti culturali, a ridurre la vicenda a un fatto di disagio mentale (tra l'altro la gip di Modena ha escluso che il 31enne abbia agito spinto dai disturbi psichici). Di più. Vecchioni afferma che "questa persona aveva più problemi, non solo quello di mente, aveva anche altri problemi. Sociali, lavorativi...". Insomma, per Vecchioni è tutto chiaro: l'importante è che non c'entri l'Islam. 

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