Il solito Corrado Augias lancia bordate alla destra sull’onda lunga del mito di Leone XIV paladino delle battaglie anti-Trump e nemico dei conversatori. Ospite di Lilli Gruber e del suo Otto e Mezzo su La 7, il giornalista infatti si è lanciato in una disanima cara alla sinistra sulla “perfidia” – come lui la definisce – delle forze conservatrici.
A dare il la all’intellettuale simbolo della sinistra è la padrona di casa: “La strumentalizzazione della religione da parte di queste destre è un gioco molto pericoloso – esordisce Gruber – nel momento in cui da un punto di vista della propaganda elettorale, funziona, io non vedo un grande rispetto, vero, profondo, da parte di questi partiti della religione”.
Papa Prevost, chi non l'ha visto arrivareTanto basta: “Non lo vede perché non c'è. È chiaro. Sono voti. Ma lì neanche un Papa potrà fare nulla. Sono voti carpiti dalla buona fede della brava gente. Però sono voti”. Una destra quindi pronta a tutto, secondo Augias.
Giornalista che continua a tessere un ritratto di parte e tutt’altro che edificante. I voti, secondo lui “servono, fanno massa, assicurano una maggioranza. Poi chi se ne importa se non corrispondono a niente. Quella è la perfidia, l’aculeo avvelenato di quei voti”.
Referendum 8-9 giugno, il sondaggio è una mazzata per la sinistra: il quorum...Maggioranza degli Italiani quindi alla mercè di una destra che ne carpisce i consensi puntando tutto sulla loro buona fede. E Augias, che forse dimentica i governi tecnici tanto cari alla sinistra e le logiche politiche del suo campo politico di riferimento, chiude il suo ragionamento con l’ennesima lezione a vuoto: “Il politico trascura questo elemento, se no non starebbe lì. Starebbe qui con noi a discutere se sono legittimi o no”.
