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X Factor, Morgan ci prova dopo le polemiche: "Pronto a tornare a casa"

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X Factor, spunta la versione di Morgan. Mentre impazzavano le voci su una sua possibile uscita da "X Factor", Morgan, in un intervento scritto di suo pugno per il sito Mowmag, già venerdì scorso tracciava il suo percorso verso un rientro in Rai sottolineando però di aver portato «un tripudio di cultura» nel talent in onda su Sky e riconoscendo «la genialità dei miei tre compagni di banco, senza i quali non sarebbe stata possibile una spettacolarizzazione della musica così». Morgan sottolineava «la levatura del repertorio che si è messo in scena» e si attribuiva il merito di aver alzato «l’asticella». Per concludere con quello che sembrava proprio un commiato dal programma Sky: «La mia missione da "007 al servizio della Rai" è ormai compiuta e X Factor sarebbe di fatto pronto per tornare in Rai, non penso che succederà perché merita che rimanga a Sky in una rete che ci ha creduto ed è giusto che ne goda i benefici. Io, invece, sono pronto per tornare a casa con "StraMorgan", nel luogo da cui provengo, quello del servizio pubblico».

«Un tripudio di cultura a X Factor - scriveva l’ex Bluvertigo - a dimostrazione che questo Paese è pronto per il risveglio popolare e il vero vincitore in tutto questo è il pubblico. A giudicare dall’intelligenza e la levatura dei commenti che ho letto su Instagram, segnale di un pubblico pensante, segnale che è ora di tornare a fare della televisione un posto dove si imparano cose e ci si emoziona, non un ricettacolo di spazzatura come è stato negli ultimi anni. Era necessario il mio intervento, diciamo la mia missione, ma non voglio prendermi tutti i meriti, perché è un lavoro di squadra e la squadra in questo caso è davvero una compagine insospettabile di talenti e competenze al lavoro: dei giovani strepitosi, la genialità dei miei tre compagni di banco, senza i quali non sarebbe stata possibile una spettacolarizzazione della musica così. Mi riferisco, ad esempio, alla levatura del repertorio che si è messo in scena, decisamente molto più che valido, il che potrebbe sembrare un miracolo in una realtà di tv generalista globale ma è bastato alzare l’asticella e gli altri si sono sentiti liberi di spaziare e attingere dalla loro vera profonda conoscenza della musica, generando delle idee davvero raffinate, impensabili solo poco tempo fa».

 

 

 

 

«Fedez che porta gli Skiantos e la Carmen di Bizet, per non parlare di Eleanor Rigby, Ambra che sfodera il primo James Brown e con nonchalance un Otis Redding che io neanche conoscevo, Dargen che fa cantare il punk e le canzoni d’autore a un rapper e che a un bravissimo cantautore affida addirittura Jaques Brel! Ditemi se questo non è un miracolo per la musica, e il pubblico partecipe e goloso, con la complicità del quale mi è stato possibile mettere in scena cose più che ardite come pezzi dei Genesis, dei Beach Boys, di Gaber, di Bowie, l’album bianco dei Beatles, il Fossati più nascosto, insomma una ventata di musica vera e meravigliosa che fa da perno sul quale si muove un dibattito a più voci che non solo vive in quel momento ma riempie tutto il flusso della critica e della stampa che si accende per tutta la settimana tra una puntata e l’altra, in cui si parla finalmente di musica, dove gli argomenti sono l’armonia, gli accordi, il valore politico dei testi e il senso sociale delle canzoni, sul web, sui quotidiani, dove normalmente eravamo abituati e rassegnati a vedere fiumi di trash e di vuoto cosmico», sottolineava ancora Morgan.

«È una soddisfazione poter contribuire alla creazione di tutto questo - proseguiva Morgan - E anche se la mia missione da "007 al servizio della Rai" è ormai compiuta e X Factor sarebbe di fatto pronto per tornare in Rai, non penso che succederà perché merita che rimanga a Sky in una rete che ci ha creduto ed è giusto che ne goda i benefici. Io invece sono pronto per tornare a casa con ’StraMorgan’, nel luogo da cui provengo, quello del servizio pubblico, che mi appartiene linguisticamente e a cui da più di vent’anni presto il mio servizio nell’idea che sia il posto dove arte, cultura, politica e società si incontrano per edificare l’anima e il progresso di questo Paese», concludeva.

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