Geo-podcasting, ecco la realtà aumentata con suoni e voci
I luoghi parlano. La realtà aumentata non è solo quella delle fotocamera degli smartphone e degli occhiali AR. È anche quella che sovrappone il suono alle nostre esperienze. Il geo-podcasting ha questo obiettivo: raccontare storie, condividere informazioni, provocare emozioni attraverso la voce e quel rapporto intimo che si instaura parlando all’orecchio, in questo caso di chi passa attraverso un luogo. La prima piattaforma ad aprire questa strada nella direzione del racconto dei territori e delle mete di viaggio è Loquis (gratuita da mobile app e sito web www.loquis.com) il cui ultimo progetto abbiamo raccontato qui.
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Basta attivare l’app e dare il consenso alla condivisione della posizione del dispositivo per avere a disposizione contenuti brevi e incisivi sui luoghi che stiamo attraversando: dalle città d’arte alle periferie, dalle metropoli alla natura selvaggia. Podcast geo-localizzati, disponibili in sette lingue, e suddivisi in migliaia di canali realizzati da creatori di contenuti, associazioni, enti e semplici appassionati. Loquis è nato da un’idea di Bruno Pellegrini, sostenuto da fondi e investitori privati, e vanta in questa fase del suo sviluppo circa due milioni di utenti unici, per decine di milioni di ascolti mensili. Una radio glocal in cui si passa di stazione in stazione, scoprendo il mondo.
Certo, se da una parte le produzioni audio stanno coinvolgendo un numero sempre maggiore di utenti fedeli, c’è da considerare che il divario con la galassia dei video è ancora grande, anche nella capacità di generare profitti legati alla fruizione dei contenuti. Il nostro Paese, però, è una fucina di storie: non c’è palmo di suolo che non possa essere teatro e protagonista di un racconto per chi lo vive e per chi lo attraversa. In questa fase alla base della creazione di contenuti ci sono soprattutto enti, marchi, creator. Sono loro a usare questi linguaggi per raccontare mondi che altrimenti resterebbero limitati all’incontro fortuito, alla curiosità e alla fortuna del viaggiatore.
Ma allo stesso tempo con queste iniziative sta nascendo una nuova memoria orale, che con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la realtà aumentata sarà a disposizione in rete, ovunque.
I romani lo chiamavano genius loci. L’anima, l’identità, la forza vitale di un luogo. Che ti sussurra all’orecchio.
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