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Onu, Chirico sbotta: Israele alla sbarra per genocidio è una vergogna antisemita

Annalisa Chirico
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Pensavo che stavolta la solidarietà verso Israele non sarebbe svanita nel giro di un giorno. Mi sono detta: stavolta non si volteranno dall’altra parte. A distanza di oltre cento giorni dalla strage del 7 ottobre, posso dire che mi illudevo. Da morti gli ebrei suscitano enorme empatia, da vivi è un’altra storia. Il processo davanti alla Corte dell’Aia è uno spettacolo di ipocrisia e antisemitismo: il Paese che ha subìto un autentico pogrom, con la caccia all’ebreo casa per casa, viene portato alla sbarra con l’accusa di «genocidio». Il popolo che, lo scorso 7 ottobre, ha visto ammazzare il più alto numero di ebrei civili in un solo giorno dai tempi della Shoah, deve difendersi dall’accusa di «genocidio». Il mondo al contrario. 

 

 

Per chi non lo sapesse, la parola «genocidio» fu coniata da un avvocato ebreo polacco, nel 1944, per dare un nome al piano nazista di sterminio sistematico degli ebrei (nei campi di concentramento ne furono trucidati sei milioni, e anche per questo la Germania di Scholz si è schierata, senza tentennamenti, dalla parte di Israele e interverrà come terza parte nel processo farsa). Il Sudafrica, che ha adito la Corte penale internazionale, porta avanti le ragioni di Hamas con un risultato paradossale. Se mai il Tribunale dovesse richiedere misure provvisorie come un cessate il fuoco, il messaggio per i terroristi sarebbe il seguente: potete commettere i crimini più efferati e poi trovare la protezione della Corte. A Gaza i palestinesi muoiono come in ogni maledetta guerra, nessuno intende negarlo, ma questa guerra Israele non l’ha voluta né cercata (basta scorrere le immagini della strage raccolte su www.saturday-october-seven.com per rinfrescare la memoria). La guerra di Gaza è una guerra necessaria, è una guerra giusta. L’obiettivo è annientare un gruppo terroristico che mira alla cancellazione di Israele dalle carte geografiche: come si può pretendere che il popolo ebraico conviva con un commando terroristico al di là del confine già violato? 

 

 

Se una banda di miliziani francesi invadessero il Piemonte e decapitassero quasi 1.400 italiani prendendone in ostaggio oltre 200, chi avrebbe il coraggio di teorizzare la pacifica convivenza con i macellai? Il genocidio, per qualificarsi come tale, deve fondarsi sulla deliberata intenzione di eliminare un popolo. È invece provato come l’esercito israeliano tenti il più possibile di risparmiare i civili anticipando i bombardamenti con volantini, telefonate, messaggi, così com’è provato l’impegno di Israele a garantire il flusso di aiuti ai palestinesi, usati come scudi umani da Hamas. Israele alla sbarra è una vergogna per la comunità internazionale che ha consentito l’infamante sceneggiata sotto egida Onu. La difesa di Israele, ancora una volta, è la difesa dell’Occidente.

 

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