In un panorama televisivo frammentato, nel quale il telegiornale rischia di diventare un rituale stanco, il Tg4 dimostra che l’informazione della rete cadetta Mediaset può invece vantare un’identità precisa e un pubblico affezionatissimo. Un esempio su tutti: nella rilevazione Auditel del 21 ottobre 2026 il Tg4 si è attestato al 10% di share, superando l’ambìta soglia della doppia cifra. Una meta quanto mai preziosa in questi tempi di crisi di ascolti televisivi. Per una testata che vive sulla rete generalista più adulta del panorama Mediaset, tutto ciò rappresenta una prova di solidità. Le serate di Rete 4, del resto, vivono di appuntamenti informativi che fanno scuola, e il filo che lega telegiornale e approfondimento è una delle chiavi del successo del notiziario diretto da Andrea Pucci.
Dietro questi numeri c’è anzitutto la sua guida, forte di un curriculum da cronista di razza: dopo le esperienze al Tempo e all’Adnkronos, nel 2009 egli è approdato a Mediaset come vicedirettore del Tg5, poi direttore di Newsmediaset nel 2016 e, nel settembre 2019, anche di Tg4 e Studio Aperto. Una regia che tiene insieme più testate con un’idea chiara: armonizzare la missione del notiziario con la nuova impronta di Rete 4, sempre più vicina al canale all-news, con ampio spazio dedicato all’informazione in veste di talk. Chi conosce il direttore ne sottolinea la capacità di restare vicino ai territori: nel Centro Italia, ad esempio, le Marche alzano la media del Tg con il 4% di share, segno di un notiziario che parla anche fuori dai soliti confini.
Il valente mezzobusto più riconoscibile di questa impostazione è poi Stefania Cavallaro, vicedirettrice e conduttrice. La sua forza è la chiarezza con cui sa orientare lo spettatore nei meandri delle storie più complesse. Lo si è visto a giugno, quando il Tg4 ha dedicato spazio all’inchiesta sull’Operazione Domino; Cavallaro ha accompagnato per mano il pubblico attraverso una trama fatta di associazioni, trasferimenti milionari e triangolazioni internazionali. Un lavoro certosino che ha indotto Il Tempo a ringraziare la testata per aver trattato il tema con la serietà che meritava. I dialoghi della conduttrice con gli ospiti, che spaziano dai direttori di testate giornalistiche nazionali ai vari esponenti del dibattito pubblico, conferiscono altresì al telegiornale un ritmo serrato, diretto, mai anonimo e quanto mai riconoscibile.
Direzione solida, conduzione autorevole, un pubblico che risponde con entusiasmo e fedeltà: è la formula di un Tg4 che non rincorre le mode ma perlopiù le ispira, e i dati, ogni giorno, lo premiano.
