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Scarpinato, la difesa M5s fa esplodere la bagarre con FdI. Bignami: “Azioni di depistaggio”

Il capogruppo di FdI alla Camera: “Via anche dal Copasir”

Alta tensione alla Camera dopo il voto sulla legge elettorale e sulla commissione parlamentare Antimafia, con il caso Roberto Scarpinato a far esplodere lo scontro tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. I 5 Stelle restano arroccati nella loro difesa a oltranza dell’ex pm che ora siede tra i banchi pentastellati, nonostante il gip Santi Bologna abbia stigmatizzato la sua “attività depistante” sul filone d’indagine Mafia-appalti, che sarebbe stata portata avanti anche grazie alle interlocuzioni con l’ex collega Gioacchini Natoli, al quale avrebbe dato istruzioni - secondo la procura di Caltanissetta - su come rispondere in commissione parlamentare Antimafia.

Il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi sbotta in aula difendendo il senatore, dopo la richiesta di esclusione dalla commissione parlamentare Antimafia avanzata dai capigruppo di FdI Lucio Malan e Galeazzo Bignami: «Noi non solo ce lo teniamo stretto, Roberto Scarpinato. Vediamo chi ha depistato in questo Paese a partire da Portella della Ginestra, a Capaci, vediamo chi ha depistato passando per la strage di Bologna, l’omicidio di Piersanti Mattarella, Piazza della Loggia». Poi l’attacco: «Sapete perché volete depistare e coprire le tracce di quelle stragi? Perché tutte quelle stragi portano a casa vostra!».

Il capogruppo pentastellato allarga il campo alle responsabilità della destra, citando la conferenza dedicata a Gianadelio Maletti, i funerali di Nico Azzi e i rapporti di Chiara Colosimo con Giusva Fioravanti e Luigi Ciavardini, concludendo: «Non ci fermeremo di fronte a nulla, noi non infangheremo persone come Scarpinato, non ci fermeremo mai, perché noi siamo dalla parte della verità, voi siete dalla parte dei depistaggi».

Immediata la replica di Bignami, il quale contesta al M5s di non aver fatto chiarezza quando l’Antimafia era guidata proprio dal Movimento: «Perché quando presidente della commissione Antimafia era del Movimento 5 Stelle non avete indagato nel tentativo di fare chiarezza».

Sul caso del senatore M5S, Bignami rilancia: «Noi non abbiamo nessun tipo di fumus persecutionis nei confronti di Scarpinato, se no noi avremmo anche chiesto la rimozione dal Copasir. Anzi, chiediamo la rimozione dal Copasir. Perché secondo un giudice e non secondo noi, ma secondo un giudice ha compiuto azioni di depistaggio e portate rispetto nei confronti della magistratura. Voi siete lo strumento di chi sta dalla parte sbagliata, adesso abbiamo capito perché avete messo la testa sotto la sabbia, chi avete messo in Antimafia depista indagini e inquina le prove delle stragi contro tutti i

servitori dello stato». E sulle stragi ha respinto l’accusa di Ricciardi, ricordando Portella della Ginestra, aggiunge: «Nel 1947 non credo nessuno di noi fosse nelle condizioni di condurre quelle stragi, quindi non venivano da casa nostra. Vennero a casa nostra, anche a casa mia, quelli che spararono dieci colpi a mio padre nel tentativo di ucciderlo perché persona di destra».

Gli animi si surriscaldano. A più riprese il presidente della Camera Lorenzo Fontana cerca di intervenire per richiamare i deputati all’ordine e abbassare i toni. «Non siamo allo stadio», l’ammonizione mentre parlava Ricciardi.

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