«La transizione energetica non è soltanto una questione di tecnologie. È una grande trasformazione economica, industriale e sociale che riguarda il modo in cui produciamo, distribuiamo e utilizziamo l’energia. Per questo trovo particolarmente interessante parlare di “democrazia energetica” al Festival Nazionale dell’Economia Civile».
A dichiararlo è Nicola Armaroli (Dirigente di ricerca CNR), che prenderà parte all’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dall’1 al 4 ottobre.
Spiega Armaroli: «Per oltre un secolo siamo stati semplicemente consumatori di energia prodotta altrove, spesso utilizzando combustibili fossili importati da Paesi lontani. Oggi le tecnologie rinnovabili permettono qualcosa di nuovo. Cittadini, imprese e amministrazioni locali possono diventare produttori e condividere una parte dell’energia sul territorio. Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano uno degli strumenti più interessanti per realizzare questa possibilità. Non dobbiamo però attribuire loro compiti che non possono svolgere. La transizione energetica richiederà grandi impianti, reti elettriche più forti, accumuli e infrastrutture su scala nazionale ed europea. Le comunità energetiche non sostituiscono tutto questo. Lo completano. Il loro valore va però oltre i chilowattora prodotti. Possono distribuire benefici economici, coinvolgere famiglie e imprese, contrastare la povertà energetica e soprattutto avvicinare le persone a una trasformazione che troppo spesso viene percepita come qualcosa deciso dall’alto».
Armaroli, infine, lancia un messaggio chiaro, che sarà ribadito anche nel corso dell’8ª edizione del FNEC: «La transizione avrà successo se sapremo costruire rapidamente le infrastrutture che servono. Ma sarà ancora più solida se i cittadini potranno sentirsi parte del cambiamento, e non semplicemente destinatari delle sue conseguenze».
