Christa Pike, 50 anni, condannata a morte in Tennessee, negli Stati Uniti, è stata trasferita in ospedale dopo essere sopravvissuta a due iniezioni letali durante l’esecuzione. Lo hanno riferito i suoi legali, citati dai media americani.
Stando alle loro ricostruzioni, gli avvocati hanno fatto richiesta perché l’esecuzione sia sospesa. Secondo uno dei legali, la donna è ora sottoposta a un intervento salvavita dopo che le erano state somministrate due siringhe di pentobarbital.
Pike era stata condannata a morte nel 1996 per l’omicidio diColleen Slemmer, 19 anni.
È opinione comune che il mancato decesso dopo tentativi di esecuzione per la legge Usa comportino automaticamente la sospensione della pena capitale. In realtà un condannato sopravvissuto a un’esecuzione rimane sotto condanna a morte. Gli ultimi casi della cronaca si sono conclusi con esiti diversi: gli avvocati dei detenuti in varie occasioni sono riusciti a far tramutare di fatto la pena capitale in carcere a vita invocando la crudeltà della reiterazione della procedura. Lo stato dell’Alabama, nel 2024, invece, ha giustiziato Kenneth Smith usando l’azoto gassoso e respingendo i ricorsi dei suoi legali dopo il fallimento, in precedenza, di un’esecuzione con iniezione letale.
