Una nuova offensiva contro l’Iran sembra essere solo questione di tempo. Stati Uniti e Israele starebbero infatti elaborando piani per la terza operazione militare contro gli ayatollah già dopo le elezioni di Midterm in programma per il 3 novembre. Intanto l’esercito di Gerusalemme continua a condurre imponenti esercitazioni aeree nei pressi del confine iraniano.
Complice, alla base della presunta dinamica trapelata da Nyt e Axios, ci sarebbe lo stallo dei negoziati con la Repubblica islamica. La campagna dovrebbe essere breve ma molto intensa, con obiettivi le infrastrutture energetiche, gli impianti nucleari e gli arsenali di missili e droni.
Fra i funzionari di Washington persiste l’idea che un ulteriore strike possa piegare definitivamente l’economia di Teheran, spingendo il paese a concessioni importanti. L’ipotesi resta tuttavia incerta, specie a fronte della grave crisi energetica dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz dopo l’ultimo conflitto di febbraio.
Intanto Axios fa sapere di caccia dell’Aeronautica israeliana che lunedì scorso hanno effettuato una missione fino al confine iraniano, percorrendo circa 1.300 chilometri e sorvolando lo spazio aereo di Siria e Iraq prima di fare ritorno in patria. Una “dimostrazione di forza”, comunicata in anticipo a Washington, avvenuta nello stesso giorno dell’incontro alla base aerea di Ovda fra il capo del pentagono, Pete Hegseth, e Benjamin Netanyahu.
Ieri il premier israeliano ha dichiarato che la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, avrebbe autorizzatogli scienziati della Repubblica islamica a proseguire il percorso verso la costruzione di un’arma nucleare. “C’è un solo modo per eliminare questa minaccia una volta per tutte: rovesciare il regime inIran”, ha affermato.
