Cresce l’allarme per sabato 24 ottobre, quando il Movimento 17 ottobre tornerà a chiamare i manifestanti nelle piazze italiane.
Dopo gli scontri e le devastazioni dello scorso fine settimana, gli appelli si moltiplicano sui social e nelle chat.
Dalle otto città annunciate inizialmente si è passati ad altre, facendo aumentare il numero delle manifestazioni. E mentre circolano minacce di nuovi danneggiamenti, resta da chiarire chi gestisca i canali di un movimento che rivendica di non avere capi né portavoce. Agli appuntamenti delle 15 a Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova si aggiungono Pesaro, in piazza del Popolo, e Ancona, in piazza del Plebiscito. Altri richiami riguardano Rimini, Cesena, Ravenna, Forlì, Ferrara, Napoli e Trieste. In alcune locandine pubblicate sui social compaiono anche Aosta, Palermo e Cagliari. Per molte città mancano percorsi e promotori locali. A Bari, invece, l’associazione Cambiare Rotta ha annunciato la propria presenza in piazza Umberto I. Il 17 ottobre le manifestazioni convocate da «Italia in Piazza» sono sfociate in scontri e devastazioni, soprattutto a Milano e Bologna.
Il bilancio nazionale conta 28 arresti, 43 denunce e 197 persone accompagnate negli uffici di polizia. E adesso, proprio «Italia in Piazza» si dissocia dal Movimento 17 ottobre: «Non siamo noi», hanno detto i suoi rappresentanti a VDnews. Gli accertamenti, intanto, riguardano chi gestisce entrambi gli account. Il giudice di Milano, Fabrizio Filice, ha prospettato un «preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico», ancora da verificare. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, però, ha precisato che al momento non emergono prove di giovani manovrati dall’esterno.
Intanto Tik Tok, dopo quanto accaduto, ha fatto sapere di aver attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio, rimuovendo i video, sospendendo le Live e bloccando gli account che violano le regole. Ma nelle chat, tra Telegram, Signal e WhatsApp, circolano messaggi per l’organizzazione delle manifestazioni di sabato e minacce. E proprio in una delle chat su Telegram, a corredo di un video degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, il 16 e 17 ottobre sono definite «due straordinarie giornata di lotta in tante città italiane vs guerra e carovita nonostante la violenza da stato di polizia».
Non è accertato che queste chat appartenga alla struttura M1710, vista la posizione di autonomia da partiti e sindacati che il Movimento, nel suo primo comunicato, ha rivendicato. Sabato, però, sarà anche la giornata nella quale, in alcune città, la manifestazione di M1710 coinciderà con altre. A Torino, in piazza Castello, alle 15 partirà anche il corteo di «Torino è contro il riarmo», preparato da settimane. Tra i due eventi non pare ci sia alcun accordo organizzativo. Il Partito dei Carc, invece, ha espresso sostegno alla giornata del 24 in un testo che contiene la frase «Non abbiate paura della violenza». Il documento invita anche allo sciopero del 30 ottobre.
A Roma resta l’appuntamento alle 15 al Circo Massimo, dove intanto si monta il Villaggio Difesa previsto dal 30 ottobre al 4 novembre. I primi elicotteri militari sono già atterrati nell’area destinata all’esposizione del Ministero della Difesa. Sabato, però, è convocata anche un’altra iniziativa: «Fuori l’Italia dalla guerra» alle 14 in piazza della Repubblica. Sempre sabato alle 10.30, A Sud e The Good Lobby promuovono in via Romanello da Forlì 18 «Difendersi dalle SLAPP», con Hub for Defenders, In Difesa Die CASE Italia. L’incontro non viene presentato come preparatorio ai cortei, ma l’Hub può coordinare avvocati durante le mobilitazioni.
Intanto, a Forlì una quindicenne è stata denunciata per istigazione a delinquere. Secondo il Resto del Carlino, amministrava una chat da oltre 1.200 iscritti nella quale circolavano appelli per azioni da sabato pomeriggio fino a mezzanotte.
