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Attualità

Operaio senza protezioni sul tetto della Cgil

Il controsenso Landini critica il tetto agli stranieri in classe, ma dovrebbe occuparsi dei suoi di tetti

In politica, le priorità sono essenziali. Ieri il quotidiano La Stampa ha pubblicato una foto che ha lasciato basiti. Un’immagine che ritrae un operaio senza casco e senza protezioni, che cammina sul tetto della sede della Cgil di via Pedrotti, a Torino. A riprendere la scena è stato un lettore, che ha segnalato la presenza del lavoratore edile a pochi centimetri dal parapetto. Una serie di istantanee che sono state girate al quotidiano torinese mercoledì 23 settembre, proprio nel giorno in cui a Roma è morto Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni precipitato da circa dieci metri mentre lavorava al nuovo impianto di illuminazione del Colosseo.

In una simile occasione, una persona dotata di buon senso, abituata a leggere i giornali ed informarsi, si sarebbe aspettato una ferma ed intransigente presa di posizione del leader maximo della sinistra italiana, Maurizio Landini. Per almeno tre motivi: si trattava di un operaio, e il tema della sicurezza sul lavoro dovrebbe essere prioritario per il segretario del più importante sindacato italiano. In seconda battuta, perché si trattava di un lavoratore che stava ristrutturando una sede della Cgil e, infine, per la concomitanza con la tragica fine di Andrea Moretti.

Purtroppo, Landini aveva da occuparsi d’altro. Cosa? Ma attaccare il governo guidato da Giorgia Meloni, sul tetto al numero di alunni stranieri nelle classi. «Un popolo come il nostro, fatto di gente che ha dovuto andarsene dal nostro Paese, dovrebbe imparare che l’integrazione parte proprio dalla conoscenza della lingua». Landini, che sogna uno scranno in Parlamento, dovrebbe ricordarsi di essere un sindacalista. E, proprio per questo motivo, sarebbe auspicabile si occupasse, con maggiore serietà, dei tetti delle sue sedie meno dei tetti scolastici.

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