I NoTav tornano in corteo con il sostegno di ampi pezzi del campo largo. Oggi il movimento No Tav sarà protagonista di una nuova “marcia popolare” da Sant’Ambrogio ad Avigliana, a tre mesi dai clamorosi scontri con le martellate ai poliziotti e la guerriglia scatenata nei boschi.
Alla marcia odierna hanno aderito 5stelle, Avs ed esponenti del Pd. “I fatti e i numeri ci danno tristemente ragione: la Tav Torino-Lione è un’opera su un binario morto, un pozzo senza fondo finanziario e un disastro per i territori”, attaccano in una nota, i parlamentari M5s Chiara Appendino, Elisa Pirro, Antonino Iaria e Agostino Santillo, annunciando la partecipazione alla marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana.
Intanto ieri i canali NoTav hanno rilanciato qualche “assaggio” del corteo. “‘Servi di Sitaf e di Telt’: con queste parole, ieri sera i No Tav si sono resi colpevoli dell’ennesima provocazione ai cantieri in vista della marcia odierna. Il campo largo ha organizzato e marcerà con chi insulta i poliziotti, li provoca e li aggredisce, con un movimento che ha rivendicato e rivendica l’assalto ai cantieri di qualche settimana fa”, si legge in una nota della vicecapogruppo di Fdl alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.
“Ieri sera abbiamo già assistito a quello che hanno chiamato “aperitivo” - continua l’esponente di Fratelli d’Italia -. Oggi, però, ci saranno da un lato le forze dell’ordine, dall’altro i centri sociali scortati da autorevoli esponenti dei partiti del centrosinistra, il Pd in primis, mentre ancora il sindaco Lo Russo pensa a come coccolare il cerchio magico intorno ad Askatasuna. Chi vorrebbe governare l’Italia non solo non prende le distanze dai violenti, ma ci va a braccetto tentando di rimettere in discussione il progetto di un’opera strategica e mettendo ancora una volta in difficoltà Torino e il Piemonte. Intanto, dai social dei collettivi partono già i proclami di rivendicazione. La manifestazione odierna è la plastica dimostrazione di come la sinistra parlamentare sia sotto scacco delle frange più radicali”.
