Una scena toccante in una delle strade della Francia: la proprietaria di un negozio implora i rivoltosi di fermarsi, urlando di aver sostenuto l’immigrazione in Francia; ma loro la spingono da parte e si precipitano all’interno per saccheggiare tutto il possibile. E un’altra immagine storica: una coppia di anziani per strada, forse ottantenni, lasciati con i soli indumenti intimi dopo che i rivoltosi hanno depredato tutto ciò che avevano addosso. Non so se l’immagine sia autentica, ma per me rappresenta una metafora della vecchia Francia, spogliata delle sue ricchezze e ora saccheggiata da coloro che hanno abusato della sua ospitalità. Ovunque arrivino i disordini, viene issata la bandiera palestinese il vessillo della distruzione della civiltà occidentale. Questo sia di ammonimento a chiunque sostenga ancora la creazione di uno Stato terroristico islamico sulle colline nel cuore di Israele. Non accadrà. Ma il vostro sostegno al «Free Palestine» dopo il massacro del 7 ottobre è stato un atto codardo e un premio al terrorismo, che alla fine ha portato alle scene di devastazione in Europa e alla nascita di un’entità terroristica palestinese transnazionale nelle strade europee.
2 . Una presa di potere islamista in Europa è un male per il mondo; non solo per il pericolo della sicurezza derivante dal controllo di nazioni dotate di armi nucleari, ma anche per l’impatto che il dominio islamico avrebbe sull’interruzione del progresso scientifico che l’Occidente ha costruito nel corso dei secoli. La Francia sta raccogliendo i frutti amari della sua politica, che coincide con quella dell’Unione Europea nei confronti dell’immigrazione islamica. A questa vergogna compartecipano forze nel continente, in particolare nella sinistra radicale (ma anche non radicale), che agiscono in cooperazione con le forze islamiste durante i disordini. E non solo in Francia, ma anche nelle strade di Milano, Bologna e Torino. È lo stesso metodo ovunque: un’alleanza rosso-verde. Gli islamisti ottengono legittimità dalla sinistra, e la sinistra ottiene sostegno elettorale e soldati nelle strade - costituiti da seconde generazioni di immigrati che non hanno alcun vincolo morale o psicologico verso la cultura e la nazione del paese europeo in cui sono nati. Entrambe queste forze mobilitano agenti del caos il cui obiettivo è la distruzione dell’Occidente così come lo conosciamo, secondo il motto Du passé faisons table rase» («Facciamo piazza pulita del passato»), tratto dall’Internazionale socialista composta da Eugène Pottier nel 1871.
3. Non a caso l’inno socialista ha evocato il concetto di «tabula rasa». La sinistra rivoluzionaria aspirava a cancellare il passato capitalista «oppressore» e «sfruttatore», per costruire sulle sue rovine una società più giusta. La strada verso quel paradiso ha mietuto decine di milioni di vittime e causato il collasso economico e politico di ogni paese in cui quelle idee hanno regnato. Simbolicamente, è andato distrutto in un incendio sabato il municipio storico di Limoges, costruito in stile neorinascimentale e inaugurato nel 1883. Ecco come tesori storici e culturali che erano sopravvissuti persino alla seconda guerra mondiale vengono ridotti in cenere. A Torino, i rivoltosi hanno distrutto librerie. A questo ritmo, cosa rimarrà alle generazioni future del lavoro di secoli in questo continente?
4. Al culmine della sua potenza, l’impero sovietico comprese che anche l’islam poteva servirlo nella battaglia contro l’Occidente. Man mano che il comunismo e il socialismo perdevano forza, si è fatto strada l’idea che, nella lotta per la distruzione dell’Occidente, l’islam avrebbe sostituito l’impero del male sovietico. Questa è la base della macabra cooperazione tra due forze così distanti tra loro. Dopotutto, come può una sinistra progressista - che proclama apparentemente il sostegno ai diritti LGBTQ+ e delle donne, alla laicità e alla pace - cooperare con i movimenti islamisti che mirano a imporre la Sharia, la quale include l’oppressione delle donne e delle minoranze, e che dichiarano la Jihad contro chiunque non la pensi come loro? La risposta sta nella convinzione che il nemico del mio nemico è mio amico. La sinistra radicale e l’islam politico non concordano sul futuro, ma unicamente sulla distruzione dell’ordine costituito. I radicali vogliono distruggere il capitalismo, il neoliberismo, la democrazia, nonché l’imperialismo e il retaggio coloniale. L’islam vuole distruggere l’Occidente che, a suo avviso, è immerso nell’eresia e nell’oppressione dei musulmani.
5. La Francia in particolare, e l’Europa in gran parte, credevano che l’obiettivo di queste forze fossero gli Stati Uniti e Israele, e che finché avessero sostenuto gli islamisti contro questi due ultimi, l’Europa sarebbe stata immune dal male. Ma chiunque abbia studiato la storia e non consideri il passato come una «tabula rasa» comprende che gli ebrei sono sempre stati il cartina di tornasole del collasso dell’ordine politico in generale. Hanno sempre iniziato con gli ebrei, ma non si sono mai fermati lì. Guardate a Israele: noi lottiamo per la nostra libertà e siamo pronti a pagare un prezzo altissimo per la nostra vita di ebrei nella nostra antica patria. Ma l’Europa è smarrita e si direbbe che abbia perso la voglia di vivere. Israele può aiutare. Non è ancora troppo tardi.
Articolo in collaborazione con Israel Hayom
