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Crosetto dopo i fatti di Milano: “È una guerra ibrida, gli algoritmi manipolano i nostri giovani”

I fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono il segnale evidente di una minaccia sempre più pervasiva che agisce nel profondo della società, come sottolineato dal ministro della Difesa Guido Crosetto durante il Defense Procurement Forum. Nel suo intervento, il ministro ha espresso forte preoccupazione per le dinamiche che stanno influenzando le nuove generazioni e la stabilità democratica: “Sono una cosa profondamente diversa da quelli che abbiamo vissuto in altre epoche, e sono il frutto, il punto di arrivo di una cosa che io, inascoltato, richiamo da quattro anni: la guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali, che si chiamano TikTok, che si chiamano social, che si chiamano Youtube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”.

Analizzando l’adesione dei giovani alle recenti proteste e manifestazioni, Crosetto ha evidenziato come l’impatto di questi strumenti sia esteso e capillare: “Se tre ragazzi su dieci, e non parliamo di ragazzi di seconda generazione o di ‘maranza’, se tre ragazzi principalmente italiani su dieci hanno partecipato alle manifestazioni, se sei ragazzi su dieci le condividono, è perché hanno in questi anni subito una controeducazione in un luogo in cui passano più tempo, non nelle famiglie e neanche a scuola, e che in qualche modo ha dato loro punti di riferimento, valori, ambizioni, una visione del mondo che è in conflitto con il mondo in cui vivono e con la società in cui viviamo, e anche con le regole democratiche della società in cui viviamo”.

La sfida, dunque, travalica la dimensione fisica della sicurezza per concentrarsi sulla manipolazione delle menti attraverso la tecnologia, i dati e la profilazione algoritmica: “La mia più grande preoccupazione oggi, più di quella fisica, è la capacità che ormai hanno alcune nazioni, dopo aver studiato con gli algoritmi le menti dei nostri giovani, di conoscere molto meglio di ognuno di noi come influenzarle”.

Il ministro ha quindi dettagliato i meccanismi con cui quest’arma invisibile viene impiegata e perfezionata nel tempo: “Quando tu hai avuto a che fare con i contenuti che interessano, con le reazioni ai contenuti, e hai raccolto dati per anni e anni senza che nessuno se ne rendesse conto, e hai visto le reazioni che si scatenavano, e con l’intelligenza artificiale hai la possibilità di studiarli, magari aumentando la capacità di analisi attraverso le tecnologie quantistiche, tu disponi di un’arma potentissima di cui nessuno di noi dispone: quella di guidare e di instillare nella mente delle persone, soprattutto dei più giovani, delle idee, dei modi di pensare, che loro pensano essere loro, ma che derivano da una manipolazione molto sofisticata”.

Di fronte agli eventi più recenti, appare fondamentale per Crosetto un cambio di passo urgente e strategico sia a livello nazionale che internazionale: “Questo è uno degli scenari che a me preoccupano di più. Non lo dico da oggi, sono quattro anni che lo dico in Europa, che lo dico nelle sedi Nato, e quando vedo risultati come quelli che vedo oggi a Milano, questa mia preoccupazione aumenta. È ora che anche dal punto di vista industriale e tecnologico si affrontino questi temi, perché hanno bisogno di risposte quanto ne ha una rete missilistica, quanto ne ha una rete antidroni, quanto ne ha la capacità navale o terrestre o aerea di una nazione. Questi non colpiscono obiettivi fisici, ma qualcosa di più profondo, che è una società alla sua base, al suo interno”.

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